Vescovo H. David Burton
Vescovo Presiedente
Il sacerdozio non è una veste che ci togliamo durante la settimana e indossiamo la domenica. È un privilegio e una benedizione di cui godiamo ventiquattro ore al giorno per sette giorni la settimana.
Buona sera, fratelli. Da molti mesi mi preoccupavo chiedendomi se questo edificio sarebbe stato pronto per questa occasione. Grazie al grande impegno di molti, è stato compiuto un miracolo: un miracolo reso possibile da uomini e donne comuni la cui devozione, sacrificio e ispirazione, invero poco comuni, hanno superato ogni aspettativa. Desidero esprimere la mia sincera gratitudine e ringraziare i mei consiglieri e ogni altra persona che ha messo a disposizione i suoi talenti per la realizzazione di questo progetto.
Sebbene io sia venuto spesso a vedere questo edificio nel corso dei lavori, vedendolo questa sera, colmo di detentori del sacerdozio, rimango meravigliato dalla sua ampiezza e bellezza. Per coloro di voi che seguono i campionati di calcio, dirò che la distanza da dove mi trovo io all'ultima fila della galleria è circa tre quarti della lunghezza di un campo di calcio. La stessa distanza equivale a tre campi di pallacanestro messi uno dopo l'altro, oppure a quasi quattro campi da tennis disposti nello stesso ordine. Un appassionato di golf probabilmente sceglierebbe una mazza da nove per colpire e mandare la palla oltre l'ultima fila della galleria, e un campione del mondo dei cento metri potrebbe coprire la stessa distanza in circa nove secondi. Per usare un'espressione che sento spesso: è davvero straordinario!
In diverse occasioni ho molto gradito il fatto di partecipare o assistere ad avvenimenti sportivi. Mia moglie mi dice che ciò accade troppo spesso. In molti sport, quando un partecipante o un allenatore forma una T con le mani stese, dà il segnale di «pausa», di interruzione. La partita si ferma temporaneamente mentre allenatori e giocatori discutono le strategie da mettere in atto. Il termine «pausa» viene anche usato da alcuni genitori per descrivere ai loro figli il castigo che li aspetta se continuano a tenere una condotta contraria agli insegnamenti dei genitori. Durante la «pausa» i bambini devono stare seduti in silenzio a riflettere sui motivi che li hanno portati lì. Questa «pausa» permette di riflettere sul proprio comportamento.
Miei giovani amici e colleghi del Sacerdozio di Aaronne, vi propongo di fare una pausa questa sera per parlare di alcuni affari del Sacerdozio.
Alcune settimane fa ho avuto un colloquio con una mia nipote di sedici anni. Le ho chiesto che cosa direbbe ai giovani del Sacerdozio di Aaronne se potesse parlare loro. Ella ha risposto: «Nonno, chiederei loro di mostrare rispetto per il sacerdozio e di essere detentori del sacerdozio per sette giorni la settimana, invece di esserlo soltanto per un giorno: la domenica. Alcuni giovani non mostrano il dovuto rispetto per il sacerdozio perché spesso usano un linguaggio osceno; altri si lasciano conquistare dalla pornografia e altri ancora fanno uso di droga». Sono certo, miei giovani fratelli, che siete d'accordo sul fatto che linguaggio osceno, pornografia, fumo, alcool e droga non devono entrare nella vita di una persona che detiene il sacerdozio.
Il sacerdozio non è una veste che ci togliamo durante la settimana e indossiamo la domenica. È un privilegio e una benedizione di cui godiamo ventiquattro ore al giorno per sette giorni la settimana.
Il linguaggio osceno e volgare è diventato cosa normale ed è accettato da molti come parte del loro modo di esprimersi verbalmente. Sembra che il nostro senso del decoro sia stato scalfito da un bombardamento continuo di oscenità e volgarità. Ciò è presente nella musica, a scuola, nello sport, nei negozi e sul luogo di lavoro. Il linguaggio quotidiano è pieno di termini volgari e espressioni oscene gratuite, a volte pronunciate come battute umoristiche.
Recentemente mi stavo provando delle scarpe in un grande magazzino. Quattro giovani stavano guardando delle scarpe presentate come scarpe per missionari. Era evidente che almeno due di quei giovani avevano ricevuto la chiamata in missione e stavano cercando delle calzature adatte al lavoro missionario. Fui sorpreso nel sentirli pronunciare parole oscene ed espressioni volgari che sembravano uscire dalla loro bocca con una certa disinvoltura. Quando si accorsero della mia presenza, sentii uno di loro che diceva: «Ehi, ragazzi, usiamo un linguaggio più decoroso», guardando nella mia direzione.
Il presidente Hinckley ha detto: «Nei nostri dialoghi con gli altri dobbiamo dare un esempio della nostra fede. Alla base di un rapporto di amicizia c'è il dialogo. Può essere un rapporto felice, oppure può essere superficiale. Può essere un rapporto soddisfacente, oppure può essere divertente. Ma non deve essere aspro, né rozzo, né squallido, se una persona crede sinceramente in Cristo» (Teachings of Gordon B. Hinckley, [1997], 494). Oscenità e sacerdozio non sono compatibili. Né il linguaggio osceno è compatibile con il lavoro missionario. I termini osceni e volgari, se fanno parte del nostro linguaggio, devono essere eliminati dal nostro vocabolario. La conversazione è una delle finestre dell'anima.
Durante la pausa esaminiamo la nostra strategia per combattere la pornografia. Negli anni più recenti è divampata come un incendio. Ogni giorno le siamo esposti. La pornografia crea dipendenza, proprio come molte altre sostanze che non introdurreste mai nel vostro corpo. Le conseguenze della pornografia sono catastrofiche. Ricordate che il «grande ingannatore» non vuole che siate felici né che abbiate successo nel vostro ministero del Sacerdozio di Aaronne. Non dubitate, egli vuole che siate infelici. Il suo scopo è quello di catturare il vostro cuore convincendovi a interessarvi a cose orribili come la pornografia. Statene lontani. Siate disciplinati nell'evitare libri, riviste, musica, fotografie, videocassette, DVD, film, siti Internet, programmi televisivi, qualsiasi cosa che contenga materiale pornografico. La pornografia e il sacerdozio non sono compatibili. Rispettate il sacerdozio che detenete. Fate una «pausa» di riflessione illimitata per contrastare qualsiasi influenza pornografica.
Il presidente Hinckley ci ha ricordato che «il diffuso uso della droga nei nostri tempi è diventato una pestilenza per il mondo . . . Nella maggior parte dei casi la morte . . . arriva dopo un lungo periodo di infelicità, dolore e rimpianto. Contrariamente alle pestilenze dell'antichità, per le quali non vi erano difese, difendersi dalla droga è relativamente facile. Basta semplicemente non toccarla» («The Scourge of Illicit Drugs, in Speaking Out on Moral Issues [1992], 127, 127). Non metteremmo mai a repentaglio la vostra vita giocando con un serpente velenoso. La droga è tanto pericolosa quanto il veleno mortale del rettile.
Recentemente nostro figlio, tornato a casa dal lavoro, trovò un figlio seduto in cucina con i gomiti sul tavolo e il mento tra le mani. Un altro figlio, dall'aspetto altrettanto triste, stava seduto nel soggiorno, intento a guardare fuori della finestra. La loro madre non si vedeva. Nostro figlio chiese ai ragazzi dove era la loro madre. Indicarono il bagno. Il padre bussò alla porta del bagno e chiese: «Cara, sei lì dentro?» Ella rispose: «Mi sono presa una pausa». Vi sono dei momenti in cui gli adulti hanno bisogno di fare una pausa.
Detentori del Sacerdozio di Melchisedec, volete unirvi a noi per il tempo che rimane di questa pausa? Nella quotidiana battaglia della vita è facile perdere di vista gli obiettivi a lungo termine dei nostri compiti di padri e detentori del sacerdozio. Se non stiamo attenti, il nostro lavoro, i nostri divertimenti e forse persino il nostro servizio nella Chiesa possono rappresentare degli ostacoli per quanto riguarda l'assolvimento delle nostre responsabilità come padri e mariti.
Il presidente Howard W. Hunter ebbe soltanto un'occasione di parlare a una sessione generale del sacerdozio in veste di presidente della Chiesa. In quella occasione, nell'ottobre 1994, il presidente Hunter intitolò il suo discorso: «Come essere buoni mariti e padri». In quel bel discorso egli elencò un numero di valori e di aspettative per noi detentori del Sacerdozio di Melchisedec. Vi raccomando la lettura di questo articolo per intero; ma nella nostra pausa di questa sera citerò soltanto due punti di questo discorso; egli disse: «L' uomo che detiene il sacerdozio considera la famiglia un'istituzione ordinata da Dio. La guida della vostra famiglia è il vostro compito più importante e più sacro. La famiglia è l'unità più importante in questa vita e nell'eternità e, come tale, trascende ogni altro interesse della vita» (La Stella, gennaio 1995, 57).
Il presidente Harold B. Lee disse: «La parte più importante del lavoro del Signore che io e voi potremmo mai compiere è quello svolto entro le mura della nostra casa» (Stand Ye in Holy Places [1974], 255). Dobbiamo fare un sincero esame di coscienza. Stiamo facendo tutto quello che possiamo e che dobbiamo per dare una degna istruzione e la guida giusta ai nostri figli, oppure lasciamo che siano gli altri a farlo? Per guidare la famiglia nel modo giusto spesso dobbiamo rivedere l'ordine dei nostri obiettivi, in modo da trovare il tempo necessario da dedicare ai nostri figli.
Il presidente Hunter dichiarò anche: «L'uomo che detiene il sacerdozio guida la famiglia nella partecipazione alle attività della Chiesa, in modo che essi imparino a conoscere il Vangelo e si trovino sotto la protezione delle alleanze e delle ordinanze» (La Stella, gennaio 1995, 58). Per poter assolvere le responsabilità che ci competono come detentori del sacerdozio, dobbiamo assicurarci che ci sia ordine nella nostra vita. L'ipocrisia non ha mai funzionato, e non funzionerà adesso. Ci viene richiesto di guidare le nostre famiglie nella rettitudine e di incoraggiarle a seguire il nostro esempio. Siate una guida nella serata familiare. Siate una guida nello studio delle Scritture. Impartite le benedizioni del sacerdozio. Siate una guida nelle preghiere personali e familiari. Il presidente Monson ha detto: «Ricordate che un uomo non è mai più alto di quando sta in ginocchio» (Conference Report, aprile 1964, 130).
Una pausa non sarebbe completa senza un piccolo incitamento. Fratelli, possiamo prevalere e infine vincere la battaglia. Possiamo onorare e rispettare il sacerdozio per sette giorni la settimana, ventiquattro ore al giorno. Possiamo bandire l'oscenità, la pornografia e la droga dalla nostra vita, così come qualsiasi altra cosa non del tutto integra o pulita. Possiamo fornire alle nostre famiglie la guida del sacerdozio e la guida spirituale di cui hanno bisogno. Possiamo fare tutto questo e molto di più, se rimarremo vicini al Salvatore, se sapremo onorare il sacro sacerdozio che deteniamo e se saremo fedeli alle alleanze che abbiamo fatto.
Porto testimonianza che stiamo svolgendo la missione che il Signore ci ha affidato. Egli è il nostro Salvatore. Egli è il nostro Redentore. Egli ha espiato i nostri peccati. Egli è il nostro Avvocato presso il Padre. Egli vive. Egli ci ama incondizionatamente. Noi siamo i detentori del Suo sacerdozio. Voglio tanto bene al presidente Hinckley, ai suoi consiglieri, ai Dodici e ai miei colleghi delle Autorità generali. Porto testimonianza della loro bontà, grandezza e autorità. Vi voglio bene, miei compagni detentori del sacerdozio, e prego che possiamo avere successo. Nel santo nome di Gesù Cristo. Amen.