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Relazione sulla conferenza generale
aprile 2000
Futuri dirigenti

Futuri dirigenti

Anziano Harold G. Hillam
Membro della Presidenza dei Settanta

Prego perché voi giovani sviluppiate la riverenza per le cose sacre, il rispetto per le persone più grandi di voi e la volontà di osservare i comandamenti. Prego che impariate a conoscere il Salvatore.

Anziano Harold G. Hillam

Durante la conferenza generale dello scorso ottobre un particolare quasi insignificante, una cravatta, attirò la mia attenzione. Mentre stava cantando il coro dei giovani, un operatore della televisione puntò l'obiettivo su uno dei ragazzi del coro. Quel giovane pensava di aver visto la propria immagine sullo schermo, ma non ne era sicuro. Allora, sapete che cosa fece? Aggiustandosi in modo impercettibile la cravatta, capì che quello sullo schermo era proprio lui!

Quel piccolo gesto dette l'avvio a un succedersi di pensieri nella mia mente. Guardando il coro che cantava mi venne da riflettere che quei giovani rappresentavano milioni di ragazzi e ragazze di tutto il mondo. Come sarà questa grande chiesa quando essi avranno raggiunto l'età per essere dei dirigenti, e che ruolo avranno nel futuro della Chiesa? Quali fra loro saranno chiamati a ricoprire incarichi nel rione o nel palo? Forse un futuro membro del Quorum dei Dodici Apostoli è seduto fra noi oggi o sta ascoltando la conferenza? Chi è il giovane che sarà presidente della Chiesa quando questa conterà diversi milioni in più di appartenenti?

Mentre questi pensieri continuavano ad affollarsi nella mia mente, mi resi conto che voi giovani avete ancora da imparare tante lezioni. Come vi preparate ad affrontare le vostre terribili responsabilità, in questi tempi in cui l'avversario è lasciato libero di opporsi a tutto ciò che è buono e decente? Dovete imparare ancora tanto. Ma permettete che vi insegni alcune nozioni che ritengo indispensabili.

La prima nozione indispensabile è coltivare un sentimento di rispetto per le cose sacre e per gli altri, particolarmente per le persone più grandi di voi.

Il Signore istruì Mosè sulle cose e sui luoghi sacri. Mentre si stava avvicinando al pruno ardente che non era consumato dal fuoco, il Signore gli comandò: «Non t'avvicinar qua; togliti i calzari dai piedi, perché il luogo sul quale stai, è luogo sacro» (Esodo 3:5). Anche noi abbiamo occasione di stare in luoghi sacri. Dovete rispettare i templi, le cappelle e la vostra casa perché sono sacri.

Dovete riconoscere e apprezzare tutte le cose che il Signore ha rivelato essere sacre. Una delle più importanti è la natura sacra del vostro corpo. L'apostolo Paolo ha parlato del nostro corpo come di un tempio datoci da Dio (vedere 1 Corinzi 6:19). Che tragedia se private voi stessi delle grandi occasioni della vita e intenzionalmente abbrutite il vostro corpo e annebbiate la vostra mente con le droghe! Non usate il vostro corpo per compiere atti immorali. Vestite con modestia e non andate in giro disordinati o trasandati. Se avrete il coraggio di vestirvi modestamente e di evitare le mode passeggere, scoprirete che il rispetto di sé viene con l'obbedienza e che il Signore vi aiuterà.

Il modo in cui ci comportiamo e ci vestiamo rispecchia il nostro rispetto per noi stessi e per il luogo in cui siamo. Permettetemi di darvene una dimostrazione. Una naturale conseguenza del lavoro missionario è il cambiamento che si nota nei nuovi convertiti, in particolar modo nei bambini, nei giovani e nei padri: quando vanno alle riunioni della chiesa, vogliono assomigliare ai missionari. Questo fatto ci insegna l'importanza di avere l'aspetto proprio di un membro della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.

Anche le parole dei profeti, come si trovano nelle antiche Scritture e nelle rivelazioni moderne, sono sacre. Sono la parola del Signore diretta a noi. Consideratele con rispetto, prestando loro attenzione e conformando ad esse la vostra vita.

Vi esorto, miei cari giovani, a sviluppare l'abitudine di mostrare rispetto e trattare sempre con gentilezza i vostri genitori e tutti coloro che hanno più anni di voi. Mio padre mi ha insegnato che ogni persona, sia che appartenga alla Chiesa o no, ha un titolo, cioè signore, signora, fratello, sorella, vescovo, anziano, presidente, e che ci si deve rivolgere a queste persone con rispetto. Quando avevo sei anni mio padre ribadì questo principio: quel giorno feci il terribile errore di chiamare per nome il droghiere che stava vicino a casa nostra. In effetti io credevo che tutti lo chiamassero così. Quando fummo usciti dal negozio mio padre mi disse con fermezza che con il mio comportamento così confidenziale non avevo mostrato rispetto verso una persona più anziana. Non ho mai dimenticato quell'episodio né il nome del droghiere, anche se sono passati sessant'anni.

La seconda nozione indispensabile è conoscere i comandamenti e decidere di osservarli. Prima di poter obbedire ai comandamenti, dovete sapere quali sono. Apprendete i comandamenti quando venite istruiti. Ecco perché la serata familiare, le classi della Scuola Domenicale e il seminario sono così importanti. Conoscete i comandamenti tramite lo Spirito con la preghiera, lo studio e la rivelazione personale.

Dovete tenere la vostra mente pura per poter riconoscere e rispondere ai sommessi suggerimenti dello Spirito. Selezionate con cura le informazioni che lasciate entrare nella vostra mente. Evitate la rumorosa confusione del mondo. La televisione, il cinema e soprattutto Internet possono fornirvi una finestra aperta attraverso la quale potete guardare le grandi possibilità del mondo. Questi mezzi possono darvi informazioni edificanti, buone e ispiratrici. Ma, se usate impropriamente, queste tecnologie dei mezzi di informazione possono riempirvi la mente di pensieri malsani che non vi permetteranno di udire i dolci suggerimenti dello Spirito. Vivete ogni giorno in modo tale da essere in sintonia con lo Spirito, come lo era il profeta Samuele da giovane, e allora sarete in grado di rispondere al Signore e dire: «Parla, o Eterno, poiché il tuo servo ascolta» (1 Samuele 3:9).

La terza nozione indispensabile è sviluppare l'amore per il Salvatore. Sapere qualcosa del Salvatore fa parte della vostra istruzione religiosa. La conoscenza del Salvatore viene dalle esperienze della vita. La conoscenza richiede obbedienza, preghiera e rivelazione personale.

Ora desidero rivolgermi un momento a voi insegnanti, cioè voi, padri, madri, dirigenti del sacerdozio, vescovi, presidenti di palo, e a voi insegnanti della Primaria, Giovani Donne, Giovani Uomini e Scuola Domenicale. Il Signore ha ricordato a ciascuno di noi che «il valore delle anime è grande agli occhi di Dio» (D&A 18:10). Tutti noi abbiamo il dovere di istruire e guidare questi meravigliosi giovani e plasmare con il nostro esempio la loro vita. Dice un inno: «Come lo sapranno se non glielo diciamo?» (Children's Songbook, pag. 182­185) Forse possiamo aggiungere: «Come lo sapranno se non glielo mostriamo?»

Ogni dirigente e insegnante, in ogni parte del mondo, ha il dovere di insegnare il Vangelo tramite lo Spirito. I ragazzi e le ragazze ai quali insegnate hanno il potenziale per diventare padri e madri eccezionali, come pure rispettati futuri dirigenti della Chiesa. Potete immaginarli, uno per uno, nelle loro importanti future chiamate? Un insegnante in qualche parte del mondo in effetti sta insegnando a un ragazzo che un giorno siederà in uno di questi posti e sarà come il profeta del Signore. Che meravigliosa occasione vi si presenta!

E ora, mio giovane amico con la cravatta, sì, sei proprio tu. Tu, e milioni come te, se vi preparerete bene sarete madri e padri fedeli nella Chiesa e futuri dirigenti del Signore. Sarete gli insegnanti e i dirigenti che continueranno a stabilire la Chiesa in tutto il mondo. Forse dovete guardarvi allo specchio regolarmente e ricordare a voi stessi la grande missione che vi sta davanti, e forse potete anche aggiustarvi la cravatta tanto per non dimenticarla. Possiate rimanere fedeli e giusti nelle vostre chiamate.

Prego perché voi giovani coltiviate la riverenza per le cose sacre, il rispetto per le persone più grandi di voi e la volontà di osservare i comandamenti. Prego che impariate a conoscere il Salvatore e che abbiate una conoscenza sempre maggiore dell'Espiazione. Chiedo al Signore di aiutarvi nel corso della vita a unire la vostra testimonianza a quella dei profeti e apostoli moderni, i quali hanno dichiarato: «Quali Suoi apostoli ordinati portiamo testimonianza che Gesù è il Cristo vivente, il Figlio immortale di Dio. Egli è il grande Re Emmanuele, che si trova oggi alla destra del Padre; Egli è luce, la vita e la speranza del mondo. La Sua via è la via che conduce alla felicità in questa vita e alla vita eterna nel mondo a venire. Sia ringraziato Dio per l'incomparabile dono del Suo divino Figliolo» (Il Cristo vivente: la testimonianza degli Apostoli). Anch'io mi unisco a questa testimonianza nel nome di Gesù Cristo. Amen.

 
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