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Relazione sulla conferenza generale
aprile 2000
L'inizio di una nuova era

L'inizio di una nuova era

Presidente Gordon B. Hinckley

Dedichiamo il tempo necessario a meditare, a pensare a quello che possiamo fare per migliorare il nostro modo di vivere e diventare migliori esempi di quello che i Santi degli Ultimi Giorni dovrebbero essere.

Presidente Gordon B. Hinckley

Sono sicuro che vi siete stancati di ascoltarmi. Cercherò quindi di essere breve.

Questa è stata una bellissima conferenza, miei fratelli e sorelle. Abbiamo gioito di tutto quello che è accaduto. Gli oratori erano ispirati, tutti senza eccezione. Il canto è stato meraviglioso; le preghiere belle e commoventi. Siamo stati edificati sotto ogni aspetto durante la partecipazione a questa conferenza.

Quando ero giovane era in voga una canzone che diceva: «La musica è finita, ma la melodia riecheggia ancora».1

Prego che sia così anche per questa conferenza. Quando tornerete a casa, spero che porterete con voi dolci ricordi di questo grande evento.

E, tornando a casa, serbiamo un cuore pieno di gratitudine. Siamo stati presenti e abbiamo seguito gli atti della 170ma conferenza generale di aprile della Chiesa. Abbiamo usato questo edificio per la prima volta. Ci siamo ritrovati qui l'1 e il 2 aprile dell'anno 2000, all'inizio di un nuovo secolo e di un nuovo grande millennio. Tutto questo ha un profondo significato. È l'inizio di una nuova era.

Spero che ognuno di noi ricorderà a lungo quello che ha udito e, cosa più importante, i sentimenti che ha provato. Sia questo un punto fermo nella nostra vita, una guida nel nostro modo di vivere, un periodo di addestramento per imparare a plasmare le nostre azioni e il nostro atteggiamento.

Prego che gli effetti di questa conferenza si faranno sentire nelle nostre case.

Spero che ognuno di noi sarà un marito o una moglie migliore, più buono verso gli altri, più premuroso, più avaro di critiche, più generoso di complimenti. Spero che come padri e come madri ci sforzeremo maggiormente di crescere i nostri figli «in disciplina e in ammonizione del Signore» (Efesini 6:4), trattandoli con rispetto e con amore, dando loro incoraggiamento in ogni occasione, evitando di muovere critiche. Spero che come figli e figlie saremo più rispettosi di quanto siamo stati in passato, che ci renderemo conto che i nostri genitori ci amano e che ci sforzeremo di essere più diligenti nel seguire i loro consigli.

Come Santi degli Ultimi Giorni mostriamoci amici delle persone che non appartengono alla nostra fede. Non comportiamoci mai con arroganza o animati da un complesso di superiorità. Piuttosto mostriamo loro affetto e rispetto e disponibilità ad aiutarli. Spesso siamo fraintesi, e temo che in gran parte questo sia colpa nostra. Possiamo essere più tolleranti, possiamo essere dei vicini migliori, migliori esempi di quanto siamo stati in passato. Insegnamo ai nostri figli a comportarsi con gli altri con sentimenti di amicizia, rispetto, affetto e ammirazione. Questo atteggiamento porterà a risultati più positivi di un atteggiamento egocentrico e arrogante.

Impariamo le vie del Signore studiando la Sua vita e i Suoi insegnamenti nelle Sacre Scritture che Egli ci ha dato. Dedichiamo il tempo necessario a meditare, a pensare a quello che possiamo fare per migliorare il nostro modo di vivere e diventare migliori esempi di quello che i Santi degli Ultimi Giorni dovrebbero essere.

Andiamo nel mondo a svolgere il lavoro missionario, insegnando a tutti coloro che sono disposti a conoscere la restaurazione del Vangelo, parlando senza timore, ma anche senza arroganza, della Prima Visone, portando testimonianza del Libro di Mormon e della restaurazione del sacerdozio. Mettiamoci in ginocchio, miei fratelli e sorelle, e preghiamo per avere tante occasioni di portare agli altri la gioia del Vangelo.

Ed ora, per concludere, consentitemi di farvi una breve relazione sui templi. In data odierna ne abbiamo settantasei in funzione, molti più di qualche anno fa. Giovedì prossimo dedicheremo il Tempio di Palmyra. Sarà un avvenimento memorabile. Da questo tempio si gode una bellissima vista del Bosco Sacro. Poi la domenica, domenica prossima, dedicheremo il Tempio di Fresno, in California. Durante l'anno 2000 abbiamo intenzione di dedicare in totale trentasei nuovi templi. Penso che riusciremo a realizzare tutti i nostri piani. Numerosi altri templi in corso di costruzione o di progettazione saranno completati soltanto nel 2001 o 2002.

Inoltre vogliamo annunciare in questa conferenza che speriamo di costruire una casa del Signore ad Aba, in Nigeria. Fratello Pace, forse ci saranno dei ritardi nel Ghana; ma speriamo che non ve ne siano in Nigeria. Altri templi saranno costruiti ad Asunción, in Paraguay; Helsinki, in Finlandia; Lubbock, nel Texas, Snowflake, nell'Arizona, e in qualche punto della zona di Tri-Cities, nello Stato di Washington.

Continueremo a costruire templi alla portata dei nostri fedeli.

Abbiamo fatto per così dire un meraviglioso viaggio. Questo edificio è affollato di fedeli. Non vedo un solo posto vuoto. È un miracolo! È una cosa straordinaria e meravigliosa di cui ringraziamo il Signore con tutto il cuore.

Vi esprimo il mio affetto, vi impartisco la mia benedizione e vi porto la mia testimonianza della divinità di questo lavoro. Dio nostro Padre eterno vive. Voi lo sapete. Io lo so. Il Suo beneamato Figliolo, il risorto Redentore del mondo, sta al Suo fianco. Voi sapete anche questo, come lo so io. Essi apparvero al profeta Joseph e dettero inizio a questo glorioso lavoro. Quanto siamo fortunati di parteciparvi! Raddrizziamo un po' più le spalle e lasciamo che la nobiltà del nostro carattere sia evidente nel nostro modo di vivere. Per questo io prego umilmente nel nome di Colui che è il nostro grande Redentore, il Signore Gesù Cristo. Amen.

Dio vi benedica, miei cari amici, miei fratelli, mie sorelle, miei colleghi in questo grande e sacro lavoro. Grazie.

NOTE

1. Irving Berlin, «The Song is Ended (but the Melody Lingers On)» (1927).

 
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