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Relazione sulla conferenza generale
aprile 2000
Stiamo con Dio

Stiamo con Dio

Sharon G. Larsen
Seconda consigliera della presidenza delle Giovani Donne

Che cosa significa stare come testimoni di Dio? Significa non piegarsi, non arrendersi e non lasciarsi persuadere a fare qualsiasi cosa che sia contraria alla volontà di Dio.

Sharon G. Larsen

Mie care giovani sorelle, vi siete appena alzate in piedi e a voce alta avete preso un impegno con il vostro Padre in cielo. A che cosa pensavate mentre recitavate il tema delle Giovani Donne? Quale importanza ha per voi quello che avete appena detto?

Ricordate la storia di tre giovani che avevano preso un impegno simile? Essi vivevano a Babilonia, dove le persone non seguivano il Signore. Quei giovani, Shadrac, Meshac e Abed-nego, stettero come testimoni di Dio a rischio della vita. Sotto il regno di Nebucadnetsar fu imposto loro per decreto reale che in un certo giorno, quando avrebbero cominciato a suonare la musica, tutti gli abitanti del regno dovevano inginocchiarsi e adorare una statua d'oro massiccio alta trenta metri a forma d'uomo, che rappresentava il re. Chiunque si fosse rifiutato sarebbe stato gettato in una fornace ardente. Quel giorno a Babilonia dovevano essersi radunate migliaia di persone per partecipare alla festa e assistere alla dedicazione di quello spettacolare idolo d'oro.

Quando cominciò la musica e l'araldo annunciò che tutti dovevano inginocchiarsi, tutti obbedirono; tutti, meno quei coraggiosi ebrei. Essi si rifiutarono di offendere il loro Dio. Riuscite a immaginare il coraggio dimostrato da quei giovani? Nessuna minaccia del re poté dissuaderli. Con fede nel loro Dio essi pregavano mentre venivano legati e condotti là dove sarebbero stati bruciati. La fornace era talmente rovente, che gli uomini che li gettarono in essa morirono. Re Nebucadnetsar stava ad osservare la morte dei tre infedeli. Guardando in quell'inferno di fiamme egli chiese ai suoi consiglieri: «Non abbiam noi gettato in mezzo al fuoco tre uomini legati?» Essi gli assicurarono che era stato fatto proprio questo. Non riuscendo a credere a quello che vedeva, il re, pieno di stupore, disse: «Ecco, io vedo quattro uomini, sciolti, che camminano in mezzo al fuoco, senz'aver sofferto danno alcuno; e l'aspetto del quarto è come quello d'un figlio degli dèi» (vedere Daniele 3:24-25).

Nebucadnetsar allora chiese agli Ebrei di uscire dalla fornace e li proclamò «servi dell'Iddio Altissimo». Egli quindi emanò un altro decreto che proteggeva Shadrac, Meshac e Abed-nego (vedere Daniele 3:26­30).

Che cosa significa stare come testimoni di Dio? Significa non piegarsi, non arrendersi e non lasciarsi persuadere a fare qualsiasi cosa che sia contraria alla volontà di Dio. Significa che dobbiamo levare la voce quando le nostre ginocchia tremano. Significa ascoltare e seguire la voce mite e sommessa dello Spirito Santo.

Esaminiamo una versione aggiornata di un altro messaggio di eroismo proposto dalla Bibbia.

Una giovane stava andando dallo spogliatoio alla mensa e si imbatté in alcuni ladri i quali la spogliarono della sua sicurezza e stima di sé prendendola in giro per il suo modo di vestire e poi se ne andarono lasciandola sola e senza amici. Per caso una certa ragazza vestita all'ultima moda si trovò a passare per quel luogo, e quando la vide si portò all'altro lato del corridoio.

Così pure una ragazza tra quelle più in vista della scuola, giunta in quel luogo e vedutala, passò oltre dal lato opposto senza dire una parola.

Ma una certa giovane si trovò a passare nel corridoio dove si trovava quella ragazza, e quando la vide ne ebbe pietà; e accostatasi medicò le sue ferite, dicendo poi: «Vuoi venire a pranzare con me?» (adattamento della parabola del «buon Samaritano» scritto dall'autrice; vedere Luca 10:30­37).

Esaminiamo più attentamente questa parabola tanto conosciuta. Perché le altre ragazze non si fermarono a darle un aiuto? Siamo tanto prese dai nostri problemi che non notiamo quelli degli altri e non pensiamo che ne abbiano anche loro? Giudichiamo la ragazza che si trova nel bisogno come socialmente inferiore e ci preoccupiamo di quello che potrebbero dire gli altri giovani, se ci fermassimo ad aiutarla? Forse il ragazzo più bello della scuola vi sta aspettando per accompagnarvi in classe, e voi non volete assolutamente farlo aspettare!

Ogni ragazza che passò accanto alla compagna che si trovava nel bisogno senza fermarsi, aveva una sola preoccupazione: Se mi fermo, che cosa può accadermi? La giovane che si fermò a dare il suo aiuto aveva anch'ella una preoccupazione: Se non mi fermo, che cosa accadrà a questa ragazza? Quando siamo sicure dell'infinito amore del nostro Padre in cielo, possiamo sicuramente aiutare gli altri.

Possiamo essere testimoni di Dio quando Lo conosciamo, quando confidiamo in Lui, quando ci sentiamo al sicuro, affidate alle Sue cure. Non c'è maniera nuova né facile di stabilire un rapporto proficuo. Le vecchie maniere, le maniere la cui validità è stata confermata dal tempo, sono sempre valide: studio delle Scritture, preghiera e osservanza dei principi che abbiamo appreso mediante lo studio e la preghiera. Leggendo le Scritture imparate a conoscere meglio quello che il vostro Padre in cielo vuole per i Suoi figli e vi sentite sicure che Egli è sempre pronto ad aiutarci, a sostenerci, a perdonarci.

Quando pregate per avere una guida, il vostro Padre in cielo sa quali sono i sentimenti del vostro cuore; ma Egli vuole che Gli parliate delle vostre speranze, dei vostri sogni e delle vostre necessità. Soltanto quando parlate con la ferma determinazione di voler davvero essere Suoi testimoni, sapete che cosa dovete fare in merito. Consentite a Dio di parlarvi, e fate sì che il sacramento assuma per voi un più profondo significato. Ascoltate attentamente le parole tanto familiari: «Affinché . . . possano testimoniare a te, o Dio, Padre Eterno, ch'essi sono disposti a prendere su di sé il nome di tuo Figlio, e a ricordarsi sempre di lui e a obbedire ai suoi comandamenti ch'egli ha dati loro» (DeA 20:77).

Riceviamo molte lettere di giovani donne che si sforzano sinceramente di stare come Suoi testimoni e di dire quello che Egli vuole che esse dicano e di fare quello che Egli vuole che esse facciano.

Cathy ha scritto una lettera che parla di una «buona Samaritana» di nome Michelle. Cathy rimase in ospedale più a lungo del previsto. Dopo qualche tempo alcune delle sue amiche smisero di andarle a fare visita, tanto erano prese dai loro impegni; ma Michelle continuò ad andarla a trovare spesso e le infondeva gioia e buonumore. Ella decorò la triste stanza dell'ospedale con poster mormoni, palloncini e altri oggetti. Un giorno in cui Cathy si sentiva particolarmente depressa, Michelle pensò di portarle le Scritture. Cathy dice: «Quando mi portò le Scritture e le lesse per me mi fece desiderare di possedere quello che ella aveva. Desiderai amare le Scritture come faceva Michelle. Senza quell'atto di carità e di altruismo di Michelle, la mia testimonianza non sarebbe forte come è oggi».

Stare come Suoi testimoni significa sapere con certezza che volete fare ciò che è giusto, a prescindere dalle conseguenze. Stare come Suoi testimoni significa rimanere ferme e irremovibili anche quando (e specialmente quando) siete la più piccola, o la più giovane, o quella che conta meno nel gruppo. Potete diventare il mezzo per aiutare gli altri a salire più in alto. Dovete essere forti!

Come pensate di poter essere Suoi testimoni? Qual è il vostro progetto? Abrey è la persona incaricata di dire la preghiera per la sua squadra di pallacanestro. Jenelle dimostrò di avere il coraggio di lasciare una festa quando cominciarono a proiettare un film indecente. Marcie si liberò dei suoi vestiti poco modesti.

Stare come testimoni significa dimostrare con il nostro comportamento quello in cui crediamo, e questo possiamo farlo prima di tutto in famiglia. Ci adoperiamo per portare un po' di buonumore tra i nostri cari? Quanto ci impegnamo per aver successo negli studi? Con quale prontezza e fedeltà rispondiamo alle chiamate a servire? Quanto siamo disposte a perdonare coloro che ci hanno offese?

La Prima Presidenza e il Quorum dei Dodici Apostoli hanno coraggiosamente proclamato quello in cui credono. La loro testimonianza del Cristo vivente, confermata dalla loro firma, è rivolta a tutto il mondo perché tutte le persone vedano e conoscano la loro convinzione.

Anche voi potete essere convincenti e sincere testimoni di Dio. Osservate le norme del vangelo di Gesù Cristo. Non scendete a compromessi. Non dovete scendere a compromessi.

Prestate attenzione a quelli che vi stanno attorno, che vi danno coraggio e forza. La testimonianza dei miei genitori mi è stata di sostegno per tutta la vita. La prima riga del loro testamento descrive quello che essi lasciavano ai loro figli: «Cari figli, vi lasciamo la nostra testimonianza che Dio vive, che Gesù Cristo, l'Unigenito nella carne, vive anche Lui».

La loro testimonianza di fede nel Signore riempiva la maggior parte della prima pagina del loro testamento. Poi seguiva una semplice frase: «Dividetevi i beni materiali; e quello che non volete, datelo a qualcuno che si trova nel bisogno, oppure portatelo alla discarica». Non c'era molto da dividere, ma l'abbondanza della loro testimonianza ci faceva davvero ricchi!

Mamma e papà ci lasciarono il loro bene più prezioso: la testimonianza del vangelo di Gesù Cristo, che terminava con queste parole: «Il vostro cuore sia sempre aperto e i vostri sentimenti siano pieni di attaccamento verso questi grandi principi. Questa è la nostra umile preghiera».

Il modo in cui vivete ogni giorno, le parole che dite o non dite, le persone che aiutate, i vestiti che indossate, i divertimenti che scegliete dimostreranno la vostra forza e il vostro coraggio. Vi daranno la sicurezza per aiutare gli altri.

Non avete il potere di creare un arcobaleno o una cascata, tramonti o rose, ma avete il potere di aiutare le persone con le vostre parole, con il vostro sorriso, con il vostro sincero interesse. Pensateci: avete in voi il potere di rendere ogni giorno il mondo migliore per qualcun altro! Questo significa stare come testimoni di Dio.

So con tutta me stessa che non c'è nessuno in questa vita o nell'eternità che possa prendere il vostro posto nel cuore del vostro Padre in cielo. Potete confidare in Lui. Non c'è nulla che avete fatto o che potete fare per allontanarvi dal Suo amore (vedere Romani 8:35, 38­39). Egli non vi abbandonerà mai e non vi lascerà mai sole. E piene di gratitudine per il Suo potere, la Sua pace e la Sua gioia, potrete resistere alle tentazioni e alle lusinghe del mondo e dire con umiltà: «Con l'aiuto del mio Padre in cielo, starò come testimone di Lui in ogni momento, in ogni cosa e in ogni luogo». Nel nome di Gesù Cristo. Amen.

 
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