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Relazione sulla conferenza generale
aprile 1998
Meravigliose sono le rivelazioni del Signore

Meravigliose sono le rivelazioni del Signore

Anziano M. Russell Ballard
Membro del Quorum dei Dodici Apostoli

Dobbiamo accogliere, studiare e apprezzare le verità rivelate che ci appartengono. Dobbiamo proclamare generosamente e gentilmente il Vangelo a tutti i figli del nostro Padre.

Anziano M. Russell Ballard

Uno degli avvenimenti più straordinari della storia dell'umanità accadde in un giorno di primavera del 1820, quando Joseph Smith jun. entrò in un bosco nelle vicinanze della fattoria della sua famiglia per chiedere a Dio guida, luce e verità. Quando si inginocchiò in umile e sincera preghiera, come risulta dal resoconto che egli stesso fece di questo avvenimento, accadde quanto segue: «Vidi esattamente sopra la mia testa una colonna di luce più brillante del sole, che discese gradualmente fino a che cadde su di me . . .

Quando la luce si fermò su di me, io vidi due Personaggi il cui splendore e la cui gloria sfidano ogni descrizione, ritti sopra di me, a mezz'aria. Uno di essi mi parlò, chiamandomi per nome e disse, indicando l'altro: «Questo è il mio beneamato Figliuolo. AscoltaLo!»1

Da quel momento il mondo diventò un luogo diverso. I cieli da tanto tempo silenziosi si aprirono di nuovo e la luce e la verità rivelata si riversarono sugli uomini, portando infine all'organizzazione sulla terra della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.

Quelli furono momenti straordinari, quando lo spirito di rivelazione scendeva con potenza sul profeta Joseph Smith. Spesso altre persone erano presenti quando egli riceveva le rivelazioni, ed esse portarono testimonianza dello Spirito e delle manifestazioni esteriori che si avevano in quelle occasioni. Essi parlano di un biancore o splendore che circondava Joseph. Per esempio, quando fu data la Sezione 76 di Dottrina e Alleanze, Philo Dibble scrisse che Joseph «sembrava rivestito di un elemento di un bianco glorioso e il suo volto splendeva come se fosse trasparente».2 E Brigham Young rese testimonianza che «coloro che conoscevano Joseph sapevano quando lo spirito di rivelazione scendeva su di lui, poiché il suo aspetto assumeva un'espressione molto particolare che rivelava che egli era sotto tale influenza. Egli predicava tramite lo spirito di rivelazione e tramite esso ammaestrava il suo consiglio e coloro che lo conoscevano potevano individuarlo immediatamente, poiché in tali occasioni sul suo volto c'era una particolare chiarezza e trasparenza».3

Alcuni che fecero questa meravigliosa esperienza rivelatoria rimanevano colpiti dalla rapidità con cui queste rivelazioni del Signore sgorgavano da lui e per il fatto che non richiedevano revisione eccetto qualche correzione di poco conto per quanto riguardava l'ortografia o la punteggiatura. Parley P. Pratt disse: «Ogni frase veniva pronunciata lentamente e molto distintamente, e con una pausa tra l'una e l'altra abbastanza lunga da consentire che fosse scritta per esteso da un normale scrivano . . . Non c'era mai nessuna esitazione, revisione, rilettura che interrompesse lo scorrere delle parole, né alcuna di quelle comunicazioni fu sottoposta a revisioni, alterazioni o correzioni. Come egli le dettava, così rimanevano, per quanto ne sono stato testimone; e fu presente a testimoniare la dettatura di diverse comunicazioni, ognuna di parecchie pagine».4

È interessante notare che coloro che conoscevano meglio Joseph erano quelli che più si stupivano davanti a questo procedimento. Essi conoscevano più di chiunque altro i limiti imposti dal suo livello di istruzione e dalle sue capacità naturali. Di conseguenza avevano la miglior comprensione del modo miracoloso in cui Dio parlava tramite il Suo profeta vivente.

La moglie di Joseph, Emma, portò una testimonianza simile a quella di Parley P. Pratt, giacché continuava ad essere stupita dal processo tramite il quale pervenivano le rivelazioni. Anni dopo la morte del profeta ella disse: «Sono convinta che nessun uomo avrebbe potuto dettare le cose che venivano scritte a meno che non fosse ispirato; poiché quando fungevo da sua scrivana Joseph dettava un'ora dopo l'altra; e quando ritornavamo al lavoro dopo i pasti o dopo le interruzioni, egli riprendeva immediatamente da dove si era fermato, senza né vedere il manoscritto né chiedere che gliene leggessi una parte».5

Miei cari fratelli e sorelle, siamo sufficientemente grati del meraviglioso miracolo della rivelazione? Tramite la rivelazione abbiamo ricevuto il Libro di Mormon, Dottrina e Alleanze e Perla di Gran Prezzo, che contengono le parole rivolte da Dio a noi, Suoi figli. Oh, quanto sono meravigliose le rivelazioni che abbiamo ricevuto dal Signore! Ho spesso detto che o Joseph era uno strumento nelle mani del Signore, tramite il quale fu compiuta la restaurazione del vangelo di Gesù Cristo nella sua pienezza, o non lo era. Non è possibile scendere a compromessi su questa dottrina. Faccio risuonare la mia voce in tutto il mondo a testimonianza del fatto che io so, senza riserve e né dubbi, che il profeta Joseph Smith aprì questa dispensazione per rivelazione divina e iniziò la restaurazione sulla terra della vera chiesa di Gesù Cristo.

Tra le più meravigliose rivelazioni mai date all'uomo abbiamo la sezione 76 di Dottrina e Alleanze, spesso chiamata semplicemente «La visione». Questa visione è stata forse una delle più possenti e significative esperienze spirituali del profeta Joseph. Mentre egli e Sidney Rigdon pregavano per capire la risurrezione dei giusti e degli ingiusti, quella gloriosa visione ­ che in effetti è una serie di sei visioni ­ esplose letteralmente su di loro. Joseph e Sidney conversarono letteralmente con il Signore per circa un'ora e mezzo mentre il Salvatore mostrava loro ciò che Joseph in seguito descrisse come «l'eternità racchiusa in una visione data da Dio di ciò che era, ciò che è ora e ciò che sarà».6 Quando la visione ebbe inizio i due uomini videro la gloria del Figlio di Dio alla destra del Padre e furono spinti ad esclamare: «Ed ora, dopo le numerose testimonianze che sono state date di Lui, questa è l'ultima testimonianza che noi portiamo di Lui, l'ultima di tutte: ch'Egli vive!

Lo vedemmo infatti alla destra di Dio; e noi udimmo la voce dare testimonianza che Egli è il Figlio Unigenito del Padre . . . »7

Successivamente Joseph e Sidney videro Lucifero nel mondo preterreno, quando cadde dalla presenza di Dio a causa della sua ribellione. Quindi essi videro i figli di perdizione e ciò che avverrà di loro nei mondi eterni. Poi ebbero le visioni dei regni celeste, terrestre e teleste e appresero i requisiti per accedere a ognuno di questi regni e conobbero i diversi gradi di gloria di ognuno di essi. Seppero che coloro che si qualificano per la gloria celeste «dimoreranno nella presenza di Dio e del Suo Cristo per tutta l'eternità».8

Quale meravigliosa esperienza fu quella per il profeta Joseph e per Sidney! Per più di un'ora il Signore mostrò loro la nostra esistenza preterrena, la vita sulla terra e la vita dopo la morte. Quale risultato di quella rivelazione la conoscenza che l'umanità ha del piano celeste per la nostra felicità e pace eterne si allargò e si approfondì in modo straordinario. Naturalmente si deve notare che a Joseph fu comandato di non scrivere tutto ciò che vide in visione. I santi a quel tempo non erano preparati a conoscere tutte le nuove informazioni che gli erano state date. Ma se esaminiamo i successivi insegnamenti del Profeta, vediamo quelli che sembrano frammenti di quella grande rivelazione ­ un poco qui e un poco là ­ man mano che i santi accrescevano la loro conoscenza delle cose spirituali.

Questo è il motivo per cui l'istruzione ­ particolarmente l'istruzione spirituale ­ è continuamente messa in risalto dal Signore. Non possiamo essere salvati nell'ignoranza,9 ma il Signore può rivelarci la luce e la verità soltanto nel grado in cui siamo preparati a riceverle. E così spetta a ognuno di noi fare tutto il possibile per accrescere la nostra conoscenza e comprensione spirituale, studiando le Scritture e le parole dei profeti viventi. Quando leggiamo e studiamo le rivelazioni lo Spirito può confermarne nel nostro cuore la verità di quello che impariamo; in questa maniera la voce del Signore parla a ognuno di noi.10 Quando meditiamo sugli insegnamenti del Vangelo e li mettiamo in pratica nella vita di ogni giorno, diventiamo meglio preparati a ricevere ulteriore luce e verità. Oggi io spero che siamo preparati e desiderosi di capire ciò che il presidente Gordon B. Hinckley ci insegna, poiché egli insieme con gli altri apostoli ci mostrerà come possiamo affrontare le difficoltà e vivere in questi tempi turbolenti.

Nelle Scritture abbiamo questa promessa: «Non avete ancora compreso le grandi benedizioni che il Padre ha . . . preparato per voi . . . Voi non potete sopportare ogni cosa adesso . . . ma cionondimeno siate di buon animo, poiché Io vi condurrò innanzi. Il regno è vostro e le Sue benedizioni sono vostre, e le ricchezze dell'eternità sono vostre».11

Sono grato per le rivelazioni che hanno approfondito la mia conoscenza del Padre celeste, del Suo beneamato Figliolo Gesù Cristo e del piano del Loro vangelo. Questa conoscenza è stata una vera benedizione nella mia vita e in quella dei miei familiari. Alcuni anni fa, mentre sedevamo insieme nel Tempio di Kirtland, cercavamo di immaginare ciò che dovettero provare il profeta Joseph e Oliver Cowdery quando videro in rivelazione «il trono fiammeggiante di Dio, sul quale sedevano il Padre e il Figlio»,12 oppure quando videro «il Signore che stava sul leggìo del pulpito e Lo udirono dire: ÐI vostri peccati vi sono perdonati; voi siete puri dinanzi a me; levate dunque il vostro capo e gioiteð».13

Riuscite a immaginare, fratelli e sorelle, cosa provarono Joseph e Oliver quando apparvero Mosè, Elias e Elia per conferire loro le chiavi, le dispensazioni e i poteri di suggellamento ­ in una manifestazione non dissimile da quella che era avvenuta sul Monte della Trasfigurazione circa duemila anni prima?

Non credo che chiunque cerchi la luce e la conoscenza possa leggere la rivelazione data al presidente Joseph Smith nell'ottobre 1918, senza sentire lo spirito e il potere della verità rivelata. La sezione 138 di Dottrina e Alleanze è ripiena della dottrina della natura eterna dell'uomo e dello scopo della grande opera di questa chiesa. Il presidente Smith disse:

«Gli occhi della mia comprensione furono aperti, e lo Spirito del Signore si posò su di me, talché io vidi le schiere dei morti, sia i grandi che i piccoli.

E c'era riunita in un sol luogo una innumerevole compagnia di spiriti giusti che, mentre vivevano nella mortalità, erano stati fedeli alla testimonianza di Gesù;

Tutte queste persone avevano lasciato la vita mortale con la ferma speranza di una gloriosa risurrezione mercé la grazia di Dio Padre e del Suo Unigenito Figliuolo Gesù Cristo.

Vidi ancora che essi erano pieni di gioia e di felicità, e si stavano rallegrando insieme perché il giorno della loro liberazione era vicino . . .

Mentre questa vasta moltitudine attendeva e conversava, gioendo nell'aspettativa della sua liberazione dalle catene della morte, il Figlio di Dio apparve . . .

E là Egli predicò ad essi il vangelo eterno, la dottrina della risurrezione e della redenzione dell'umanità dalla Caduta, e dai peccati individuali per coloro che si pentono . . .

Ed i santi gioivano per la loro redenzione, piegavano il ginocchio e riconoscevano nel Figlio di Dio il loro Redentore e Liberatore dalla morte e dalle catene dell'inferno.

Il loro aspetto era radioso; la luce della presenza del Signore si posava su di loro ed essi cantavano lodi al Suo santo nome . . .

Il Vangelo fu così predicato a coloro che erano morti nei loro peccati. sia per non aver conosciuto la verità, e sia per aver respinto i profeti.

A questi spiriti venne insegnata la fede in Dio, il pentimento dal peccato, il battesimo per procura per la remissione dei peccati, il dono dello Spirito Santo mediante l'imposizione delle mani,

Nonché tutti gli altri principi del Vangelo che era necessario che essi conoscessero . . . E così fu reso noto tra i morti, sia tra i grandi che tra i piccoli, sia tra i giusti che tra i malvagi, che la redenzione era stata ottenuta mediante il sacrificio del Figlio di Dio sulla croce».14

Il presidente Smith vide che l'opera dei profeti sia antichi che moderni preannunciava «il grande lavoro da svolgere nei templi del Signore nella dispensazione della pienezza dei tempi per la redenzione dei morti e il suggellamento dei figli ai loro genitori, onde la terra non fosse colpita da maledizione e completamente devastata alla Sua venuta».15

Egli vide «che i fedeli anziani di questa dispensazione, quando lasciano questa vita mortale, continuano le loro fatiche nella predicazione del Vangelo di pentimento e di redenzione, mediante il sacrificio dell'Unigenito Figlio di Dio, tra coloro che si trovano nell'oscurità e sono vittime del peccato nel grande mondo degli spiriti dei morti.

I morti che si pentono saranno redenti mediante l'obbedienza alle ordinanze della casa di Dio.

E dopo che essi avranno espiato per le loro trasgressioni e si saranno purificati, riceveranno la meritata ricompensa secondo le loro opere, poiché essi sono gli eredi della salvezza».16

Quale grande, eterna luce e conoscenza si riversano su di noi grazie alle meravigliose rivelazioni date da Dio ai Suoi fedeli profeti! Quanto dobbiamo essere grati per la conoscenza che ci è pervenuta grazie a tutte le rivelazioni che ci sono state date in quest'ultima grande dispensazione! Ovunque vado nel mondo vi sono fedeli membri della Chiesa che sanno come io so, che la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni è vera perché questo ci è stato rivelato per il potere dello Spirito. Chiunque desideri sinceramente saperlo può ottenere la conferma di queste verità dal potere dello Spirito.

Miei fratelli e sorelle, dobbiamo accogliere, studiare e apprezzare le verità rivelate che ci appartengono. Dobbiamo proclamare generosamente e gentilmente il Vangelo a tutti i figli del nostro Padre, affinché ogni anima possa camminare nella luce e nella verità del vangelo restaurato di Gesù Cristo. Possa il Signore dare a ognuno di noi maggiore conoscenza e testimonianza e possiamo noi essere aperti, pronti a ricevere lo spirito di rivelazione che ha animato i nostri profeti nel passato e animerà ancora i nostri profeti nel futuro. Così prego umilmente, nel nome di Gesù Cristo. Amen.

NOTE

1. Joseph Smith 2:16­17.
2. «Early Scenes in Church History», Four Faith Promoting Classics (1968), 81.
3. Journal of Discourses, 9:89
4. Autobiography of Parley P. Pratt (1985), 48.
5. «Last Testimony of Sister Emma», The Saints' Herald, 1 ottobre 1879, 289.
6. Times and Seasons, 1 febbraio 1843, 82.
7. DeA 76:22­23.
8. Dottrina e Alleanze 76:62
9. Vedi DeA 131:6
10. Vedi DeA 18:34, 36
11. DeA 78:17­18
12. DeA 137:3
13. DeA 110:2, 5
14. DeA 138:11­12, 14­15, 18­19, 23­24, 32­35
15. DeA 138:48
16. DeA 138:57­59

 
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