Presidente James E. Faust
Secondo Consigliere della Prima Presidenza
Speriamo che . . . voi siate uomini sempre «fedeli in qualsiasi cosa» vi sia «affidata» [Alma 53:20] . . . Chiedo che vi sia una maggiore coerenza tra le nostre convinzioni e le nostre azioni.
Fratelli, sono lieto di trovarmi qui con voi questa sera. Poche sono le responsabilità che mi pesano di più di parlare a questa grande assemblea di detentori del sacerdozio, poiché il sacerdozio è la forza più potente sulla terra. Come ci ricorda B. H. Roberts: «Il sacerdozio è una cosa solenne. Detenere il potere delegato all'uomo dall'Iddio Onnipotente avere l'autorità di parlare e di agire nel Suo nome e farlo con la stessa forza vincolante che avrebbe la Divinità stessa se parlasse o agisse, è sia un onore che una responsabilità».
1 Per me voi, giovani, avete l'aspetto dei valorosi guerrieri di Helaman, «molto valorosi, per il loro coraggio ed anche per la loro forza e intraprendenza». Speriamo che come loro voi siate uomini sempre «fedeli in qualsiasi cosa» vi sia «affidata».
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Questa sera chiedo che vi sia una maggiore coerenza tra le nostre convinzioni e le nostre azioni. Prendo come tema il tredicesimo Articolo di fede. «Noi crediamo di dover essere onesti, fedeli, casti, benevoli e virtuosi, e di fare il bene a tutti gli uomini. Infatti noi possiamo dire che seguiamo l'esempio di Paolo: noi crediamo ogni cosa, speriamo ogni cosa, abbiamo sopportato molte cose e speriamo di poter sopportare ogni cosa. Se vi sono cose virtuose, amabili, di buona reputazione e degne di lode, queste sono le cose a cui noi aspiriamo».3
Fratelli, lo Spirito di Cristo che abbiamo preso su di noi fa sentire la Sua influenza sul nostro comportamento nel mondo? Brigham Young disse: «Noi vogliamo che i santi diventino più buoni, finché i nostri meccanici, per esempio, saranno così onesti e degni di fiducia che questa Compagnia Ferroviaria dirà: ÐDateci un anziano «mormone» come macchinista per le nostre locomotive e allora nessuno avrà la minima paura di viaggiare in treno, perché se egli sa che c'è pericolo prenderà ogni provvedimento necessario atto a preservare la vita di coloro che viaggianoð. Io voglio vedere i nostri anziani così integri moralmente e spiritualmente da essere preferiti da questa Compagnia come costruttori di locomotive, sorveglianti, impiegati e direttori. Se vivremo secondo i dettami della nostra religione e saremo degni del nome di Santi degli Ultimi Giorni, saremo esattamente gli uomini ai quali potranno essere affidati tutti questi lavori con la massima fiducia; se invece non sarà così, dimostreremo di non mettere in pratica la nostra religione».4 Quello che il presidente Young esortava i detentori del sacerdozio del suo tempo a fare è altrettanto importante per noi oggi. Lo Spirito di Cristo deve permeare tutto quello che facciamo, sia sul lavoro che a scuola o a casa.
Il presidente Spencer W. Kimball spiegò che «dobbiamo prendere una volta sola la decisione di fare ciò che è giusto». Egli prese tutte le decisioni più importanti all'inizio della sua vita, in modo da non dover ripetutamente tornare sulle stesse decisioni. Egli disse: «Possiamo allontanare da noi certe cose una sola volta e poi dimenticarcene . . . senza dover meditare e decidere cento volte cosa faremo e cosa non faremo».5
Durante la seconda guerra mondiale osservai che alcuni bravi giovani provenienti da fedeli case di Santi degli Ultimi Giorni abbassavano a poco a poco le loro norme e perdevano in parte la loro spiritualità. In alcune località al di là dell'oceano l'acqua era inquinata e le sostanze che usavamo per purificarla le davano un gusto orribile. Alcuni cominciarono a bere caffè per nasconderne il sapore. Ogni tanto l'esercito ci dava sigarette e razioni di liquori. Alcuni non ritiravano le loro razioni, altri le ritiravano per scambiarle con altri generi di conforto e denaro, anche se non fumavano né bevevano. Alcuni le prendevano per «provare» e ne diventarono schiavi per il resto dei loro giorni. Le abitudini che avevano preso durante la guerra li privarono del loro potere spirituale e di molte benedizioni del Signore.
I detentori del sacerdozio di Dio devono essere uomini dal carattere irreprensibile. Ho sempre ammirato l'integrità di Padre Abrahamo quando ritornò dall'Egitto in Palestina. Egli venne insieme a suo nipote Lot. Ben presto vi furono degli scontri tra i pastori di Abrahamo e quelli di Lot. «E Abramo disse a Lot: ÐDeh, non ci sia contesa fra me e te, né fra i miei pastori e i tuoi pastori, poiché siam fratelli!ð»6 Abrahamo offrì a Lot la scelta del territorio sia alla sua destra che alla sua sinistra. Lot scelse le terre più produttive a oriente, perciò Abrahamo prese le terre a ovest. Dopo qualche tempo Lot fu preso prigioniero in battaglia e portato a Dan, più di centosessanta chilometri a nord. Quando Abrahamo venne a conoscenza di questo fatto armò trecentodiciotto dei suoi servitori e si lanciò all'inseguimento. Non soltanto liberò Lot e la sua famiglia, ma restituì loro le proprietà che gli erano state tolte a Sodoma. Il re di Sodoma ritornò dall'esilio e per gratitudine offrì ad Abrahamo le spoglie della vittoria. Abrahamo rifiutò questa offerta, dicendo: «Non prenderei neppure un filo, né un laccio di sandalo . . . perché tu non abbia a dire: Io ho arricchito Abrahamo».7 In questi episodi Abramo dimostra la sua giustizia, integrità e fede. Il Signore lo ricompensò sia spiritualmente che materialmente, sì che infine prosperò molto più di Lot.
L'onestà è un attributo molto importante del carattere. Abbiamo veduto uomini che ritenevano di non dover tener conto delle leggi degli uomini o di Dio. Sembravano pensare che le regole della condotta umana non si applicavano a loro. Una filosofia molto diffusa è: «Fino a che punto posso tirare la corda?» Come qualcuno ha detto: «La differenza tra un uomo dotato di moralità e un uomo d'onore è che quest'ultimo si duole di un'azione disdicevole anche quando gli è stata di profitto».8
L'abitudine all'onestà si prende quando siamo ancora piccoli. Quando avevo undici anni non vedevo l'ora che arrivasse il mio magico dodicesimo anno, in cui sarei diventato diacono e scout. Mia madre mi aiutava a imparare gli Articoli di fede, la legge e il motto degli Scout e gli altri requisiti, in modo che potessi cominciare bene quando fosse venuto quello speciale compleanno.
Poiché non avevo sorelle, io e i miei fratelli dovevamo occuparci delle faccende di casa oltre a quelle delle fattoria, come ad esempio mungere le mucche e governare gli altri animali. Un giorno la mamma mi lasciò a rigovernare e pulire la cucina mentre ella andava in aiuto di una vicina ammalata. Acconsentii a svolgere quelle faccende, ma rimandai la rigovernatura dei piatti. Il tempo passò e questa faccenda non venne svolta. Anzi, non fu neppure cominciata. Quando mia madre tornò a casa e vide la cucina, prese il grembiule e si mise al lavoro. Disse soltanto tre parole che mi punsero più della puntura di una dozzina di vespe. Sono le prime tre parole della legge degli Scout: «Sul mio onore». Quel giorno promisi che non avrei mai più dato a mia madre motivo di ripetere quelle parole.
Il nostro onore deve obbligarci ad essere onesti in tutto ciò che facciamo. Alcuni giovani non onorano i debiti contratti con i loro genitori. «Posso prendere in prestito cinque dollari per andare al cinema?» Questa richiesta è accompagnata dall'implicita promessa di restituire la somma, ma viene fatta così casualmente che è dimenticata mentre viene fatta.
Dobbiamo stare attenti a non fare un cattivo uso del credito. L'uso delle carte di credito in alcuni luoghi ha fatto aumentare il debito dei consumatori fino a proporzioni spaventose. Mi ricordo la storia di «un'anziano contadino che scrisse a una ditta di acquisti per posta quanto segue: ÐVi prego di mandarmi uno dei motori a benzina che proponete a pagina 787. Se funziona, manderò un assegnoð. Dopo qualche tempo ricevette la seguente risposta: ÐLa preghiamo di inviare l'assegno. Se è buono, manderemo il motoreð».9
La società contemporanea si precipita ad accumulare beni materiali. Questo induce molti a pensare di poter modificare la legge del raccolto, ossia di raccogliere i prodotti senza pagarne il prezzo sotto forma di onesto lavoro e sforzo. Desiderando prosperare immediatamente, la gente specula nel mondo della finanza che promette ricchezze immediate. Troppo spesso questo porta a rovesci economici, qualche volta anche alla rovina finanziaria. Nei Proverbi leggiamo: «L'uomo fedele sarà colmato di benedizioni, ma chi ha fretta d'arricchire non rimarrà impunito».10
Come membri della Chiesa, e in particolare come detentori del sacerdozio, crediamo di dover essere casti. Non c'è differenza né diverse norme di condotta, per quanto attiene la purezza morale, per gli uomini e per le donne della Chiesa. Infatti penso che i detentori del sacerdozio abbiano una maggiore responsabilità di osservare le norme della castità prima del matrimonio, e della fedeltà dopo il matrimonio. Il Signore ha detto: «Siate puri, voi che portate i recipienti del Signore».11 Questo significa essere puri nei pensieri oltre che nelle azioni. Il profeta Joseph Smith disse: «Se vogliamo stare al cospetto di Dio, dobbiamo mantenerci puri come Egli è puro».12 Se marito e moglie rimangono puri e casti, totalmente devoti l'uno all'altro durante gli alti e i bassi della vita, il loro amore reciproco si trasformerà in un rapporto celeste. Uno dei primi apostoli della nostra chiesa, Parley P. Pratt, disse: «Da questa unione di affetti scaturiscono tutti gli altri rapporti sociali, le gioie e gi affetti che si diffondono in ogni aspetto dell'esistenza umana».13
Come il profeta Joseph scrisse nel tredicesimo Articolo di fede, noi crediamo di dover essere benevoli e di compiere buone opere. Siamo grati per i 58.000 missionari attualmente in servizio. La Prima Presidenza ha occasione di incontrarsi con molti ambasciatori, primi ministri, governanti e eminenti personaggi politici di ogni parte del mondo. Spesso essi dicono: «Abbiamo conosciuto i vostri missionari. Li abbiamo veduti in molti luoghi.» Qualche volta queste persone tanto importanti fanno visita al Centro di addestramento per i missionari a Provo e là vedono migliaia di giovani. Ne ricevono sempre un'ottima impressione. I missionari hanno l'aspetto pulito e ben curato. Qualche volta dicono: «Vorrei che i miei figli frequentassero i vostri giovani in una delle vostre scuole».
Essere missionario comporta una continua responsabilità. I missionari tornati a casa devono essere esemplari nell'osservanza dei principi che hanno insegnato agli altri sul campo di missione. Il presidente Spencer W. Kimball disse: «Prego voi missionari tornati a casa di non abbandonare nell'aspetto, nei principi o nelle abitudini le grandi esperienze che avete fatto sul campo di missione quando eravate come Alma e i figli di Mosia, come gli angeli di Dio per le persone che avete conosciuto, istruito e battezzato. Non ci aspettiamo che portiate cravatta, camicia bianca e vestito scuro ogni giorno, ora che siete tornati a scuola. Ma sicuramente non è troppo chiedervi di mantenervi puliti e ordinati, di fare in modo che le vostre abitudini rispettino purezza, dignità e orgoglio nei principi del Vangelo che avete insegnato. Ve lo chiediamo per il bene del regno e per tutti coloro che hanno trovato e tutt'ora trovano motivo di orgoglio in voi».14
L'ammonimento di Paolo comprende la «speranza di poter sopportare ogni cosa». L'anziano Clinton Cutler fu un esempio di come la speranza, la perseveranza, la fermezza richiamino su di noi le benedizioni del cielo. Egli diventò letteralmente uno strumento nelle mani del Signore. Clint e Carma Cutler erano fidanzati sin dalle scuole medie. Iniziarono la loro vita da sposati frequentando l'università grazie a una borsa di studio concessa a Clint per la sua abilità nella pallacanestro. Ma presto si trovarono in difficoltà economiche, perciò Clint andò a lavorare per un'azienda telefonica. Il suo primo lavoro fu quello di lavare, ingrassare e mantenere in buone condizioni i motoveicoli dell'azienda. Poi andò a lavorare nella sede centrale come tecnico addetto alla riparazione dei cavi. Per tre anni e mezzo Clint lavorò a tempo pieno, pur frequentando l'università. Si laureò con lode nel dicembre 1960. A quel tempo aveva quattro figli.
Seguì una serie di trasferimenti e promozioni. Nel 1963, mentre lavorava a Riverdale, nell'Utah, Clint fu chiamato come vescovo. Tre anni dopo la famiglia si trasferì a Midvale, sempre nell'Utah, dove Clint fu chiamato come secondo consigliere della presidenza del palo.
Dopo altri tre anni Clint fu trasferito a Denver, dove fu chiamato come presidente del Palo di Littleton, nel Colorado. Seguirono altri trasferimenti, uno dei quali li portò a Boise, nell'Idaho, dove egli fu chiamato come presidente del Palo di Boise West. Un altro trasferimento li riportò a Salt Lake City, dove Clint fu chiamato come rappresentante regionale. La sua ultima promozione, nel 1984, lo fece assistente vice presidente e direttore del marketing. La sua azienda sembrava trasferirlo là dove il Signore aveva bisogno di lui.
Quando andò in pensione, la famiglia ritornò nell'Utah e subito dopo Clint ricevette la chiamata a servire come presidente della Missione di Seattle, nello Stato di Washington. Nell'aprile 1990 gli pervenne l'ultima chiamata al servizio, come Autorità generale nel Secondo Quorum dei Settanta. Questa chiamata a servire terminò con la sua morte il 9 aprile 1994, dopo una strenua lotta contro il cancro.
Non voglio dire che le chiamate a presiedere né le promozioni nella carriera siano la misura della fedeltà e della dignità. Non lo sono e non lo sono mai state. Tutti siamo stati abbondantemente benedetti dagli insegnanti umili e fedeli che ci hanno insegnato il Vangelo con il precetto e con l'esempio. Ma l'esempio dell'anziano Cutler dimostra che la fede, la speranza e la perseveranza consentono al Padre celeste di rafforzarci e di accrescere le nostre capacità e le occasioni di progresso, per quanto comuni possano essere.
I membri della Chiesa devono cercare la bellezza. Non cerchiamo la bellezza superficiale, dipinta con un pennello mondano, ma la pura innata bellezza che Dio ha messo nella nostra anima. Dobbiamo cercare le cose che favoriscono i pensieri più nobili e gli impulsi più belli. L'uomo, come disse una volta il presidente John Taylor, «è destinato, se approfitta delle buone occasioni, a ricevere benedizioni e gloria più grandi di quelle attualmente disponibili nella terra nel suo presente stato . . . Egli può rimanere puro, virtuoso, intelligente e onesto, un figlio di Dio, e cercare le cose più belle sotto la guida e la direzione di suo Padre».15 Invero possiamo dire con il presidente Brigham Young che speriamo di «essere gentili e cortesi, modesti e sinceri, pieni di fede e di integrità . . . [poiché] la bontà circonda di un alone di bellezza tutte le persone che ne sono dotate, rendendo il loro viso splendente di luce e la loro compagnia desiderabile».16
Nella storia di questa chiesa abbiamo sopportato molte cose. Guardando al futuro, speriamo di poter sopportare ogni cosa. Sono convinto che lo faremo, anche se nessuno sa del tutto cosa può aspettarci. Come sopporteremo ogni cosa? La risposta è di una semplicità stupefacente. Lo faremo per fede, perché siamo uniti e seguiamo i profeti di Dio. È stato così in passato, sarà così in futuro.
Nella Sua infinita saggezza, sin dal principio del mondo, Dio ha guidato il Suo popolo tramite i profeti. Soltanto una persona tuttavia può esercitare tutte le chiavi dell'autorità in un dato momento. Ai nostri giorni questo profeta è il presidente Gordon B. Hinckley. Davanti ai meravigliosi programmi della Chiesa in tutto il mondo, chi può dubitare della guida profetica del presidente Hinckley? Preghiamo tutti che Dio continui a sostenerlo e a onorarlo in ogni maniera. Se sosterremo pienamente il presidente Hinckley e coloro che collaborano con lui come profeti, veggenti e rivelatori, saremo aiutati a sopportare ogni cosa. Prego che possiamo farlo. Nel nome di Gesù Cristo. Amen.
NOTE
1. New Witnesses for God, 3 voll. (1911), 1:195.
2. Alma 53:20.
3. Tredicesimo Articolo di fede.
4. Insegnamenti dei Presidenti della Chiesa: Brigham Young, 24.
5. The Teachings of Spencer W. Kimball, a cura di Edward L. Kimball (1982), 164.
6. Genesi 13:8.
7. Genesi 14:23.
8. H. L. Mencken, Dictionary of Humorous Quotations, a cura di Evan Esar (1949), 141.
9. Jacob M. Braude, Bravade's Treasury of Wit and Humor (1964), 45.
10. Proverbi 28:20.
11. DeA 38:42.
12. Insegnamenti del profeta Joseph Smith, pag. 177.
13. Writings of Parley Parker Pratt, a cura di Parker Pratt Robison (1952), 54.
14. The Teachings of Spencer W. Kimball, 593.
15. The Government of God (1852), 2930.
16. Insegnamenti dei Presidenti della Chiesa: Brigham Young, 240.