ANZIANO ROBERT D. HALES
Membro del Quorum dei Dodici Apostoli
Segui[te] l'esempio di Joseph Smith e il modello della Restaurazione:
rivolgetevi alle Scritture, inginocchiatevi in preghiera, chiedete con
fede e ascoltate lo Spirito Santo.
Anoi dirigenti della Chiesa spesso viene chiesto: «Come posso ricevere
una testimonianza del vangelo restaurato di Gesù Cristo?»
Ottenere una testimonianza ed essere convertiti inizia con lo studio e la
preghiera, seguiti poi dal vivere secondo il Vangelo con pazienza, perseveranza,
nonché invitando e ascoltando lo Spirito. La vita di Joseph Smith
e il modello della Restaurazione sono esempi eccellenti di questo processo.
Mentre ascoltate il mio messaggio sugli eventi che caratterizzarono la Restaurazione,
prestate attenzione ai passi che portano alla testimonianza: il desiderio
di conoscere la verità, la meditazione,
l'ascoltare e l'obbedire ai suggerimenti dello Spirito Santo.
Joseph Smith nacque il 23 dicembre 1805 a Sharon, nel Vermont. La sua era
una famiglia in cui si pregava e si studiava la Bibbia. In gioventù,
si interessò alla religione e constatò «grande confusione» riguardo
alle dottrine di Cristo. A quel tempo «ministro disputava contro ministro,
e convertito contro convertito».1
Questa confusione non si limitava alla sua comunità. Ebbe inizio
secoli prima durante la cosiddetta grande apostasia. Il giorno di Cristo «non
verrà», disse Paolo, «se prima non sia venuta l'apostasia».2
Alcuni decenni dopo la resurrezione di Cristo, i Suoi apostoli furono uccisi,
i Suoi insegnamenti corrotti e il sacerdozio fu tolto dalla terra. Paolo,
vedendo i nostri giorni, profetizzò che «nella pienezza dei
tempi...» Dio avrebbe raccolto «sotto un sol capo, in Cristo,
tutte le cose».3 Avrebbe restaurato di nuovo sulla terra
la vera chiesa di Cristo.
Nel corso dei secoli, il mondo fu preparato per tale restaurazione: la Bibbia
fu tradotta e pubblicata; fu scoperta una nuova terra; lo spirito della riforma
si diffuse nel mondo cristiano e fu fondata una nazione sui principi della
libertà.
Joseph Smith nacque in quella nazione e, all'età di quattordici anni,
si trovò coinvolto in un «tumulto di opinioni» religiose.
Spesso si chiedeva: «E se uno di essi [una di queste chiese] ha
ragione, qual è, e come posso saperlo?»4
Joseph si rivolse alla Bibbia per trovare delle risposte. «Se alcuno
di voi manca di sapienza», lesse nell'epistola di Giacomo, «la
chiegga a Dio che dona a tutti liberalmente senza rinfacciare, e gli sarà donata».5
Seguendo le direttive di Giacomo, Joseph andò in un bosco vicino
casa e pregò. Quando invocò Dio, «una colonna di luce...
discese» più brillante del sole e apparvero «due Personaggi». «Uno
di essi» parlò, chiamando [Joseph] «per nome, e disse
indicando l'altro: Questo è il mio Figlio diletto. Ascoltalo!»6
Dio Padre e Suo Figlio, Gesù Cristo, conversarono con Joseph Smith.
Risposero alla sua domanda. Essi gli insegnarono che la vera chiesa di Cristo
non era più sulla terra. Joseph apprese che quei membri della Divinità erano
esseri separati e distinti, che lo conoscevano per nome ed erano disposti
a rispondere alle sue preghiere. I cieli si aprirono, la notte dell'apostasia
giunse al termine e la luce del Vangelo cominciò a splendere.
Come Joseph Smith, molti di noi sono alla ricerca della luce della verità. Proprio come il mondo fu preparato per la Restaurazione, ciascuno di noi è preparato
a ricevere la luce del Vangelo nella propria vita. A volte questa preparazione
avviene tramite un cambiamento della nostra situazione: una nuova amicizia,
un trasferimento in un luogo a noi sconosciuto, un cambiamento di lavoro,
la nascita di un figlio, la perdita di una persona cara, una malattia, la
sfortuna o persino una tragedia.
In questi momenti di transizione, cerchiamo le risposte alle domande importanti
della vita: Chi siamo? Da dove siamo venuti? Perché siamo qui sulla
terra? Dove andremo dopo la morte? Joseph Smith non nacque con questa conoscenza
e neanche noi. Dobbiamo apprenderla.
Come Joseph Smith, dobbiamo studiare le Scritture e pregare. Per molte persone
questo significa vincere quei sentimenti di dubbio e indegnità, essere
umili e imparare a esercitare la fede.
Nei tre anni che seguirono la Prima Visione, Joseph Smith si sentì molto
umile. Disse: «Mi sentivo spesso condannato per la mia debolezza e
le mie imperfezioni».7 Ciononostante non perse mai la fede
né dimenticò il potere della preghiera.
Il 21 settembre 1823, quando aveva diciassette anni, si inginocchiò per
chiedere «perdono di tutti i [suoi] peccati e delle [sue] follie,
e anche per avere una manifestazione, affinché potess[e] conoscere
il [suo] stato e la [sua] posizione dinanzi a [Dio]».8 Mentre
pregava, apparve una luce che aumentò «finché la stanza
fu più luminosa che a mezzogiorno».9 In mezzo a quella
luce c'era un personaggio che indossava una veste «del candore più squisito».10 Egli
chiamò Joseph per nome e disse di chiamarsi Moroni. Egli disse «che
Dio aveva un'opera da far»11 compiere [a Joseph Smith]
e gli parlò di antichi annali scritti su tavole d'oro che, una volta
tradotti, divennero il Libro di Mormon. Il libro conteneva la pienezza del
Vangelo, come insegnata agli antenati di Moroni da Gesù Cristo. A
Joseph Smith fu comandato di ottenere quelle tavole, sepolte vicino a casa
sua su una collina oggi chiamata Cumora.
Il giorno seguente, egli trovò le tavole, ma non era ancora giunto
il momento di portarle alla luce. Moroni istruì Joseph Smith di incontrarsi
con lui ogni anno nello stesso giorno per i successivi quattro anni.12
Il giovane obbedì. Ogni anno egli andò sulla collina dove
Moroni gli diede delle «istruzioni»13 riguardo alla
restaurazione della chiesa di Cristo. Un po' come avvenne nella fanciullezza
del Salvatore, secondo quanto descritto nel Nuovo Testamento, Joseph Smith
crebbe «in sapienza e in statura»14 e «la grazia
di Dio era sopra lui».15
Lo stesso vale per noi. Alcuni membri neobattezzati si scoraggiano per quanto
riguarda la loro sapienza e statura nel Vangelo, ossia per ciò che
non sanno. Essi dimenticano lo sforzo di obbedire, l'insegnamento evangelico
e la maturazione spirituale che fecero parte delle esperienze iniziali di
Joseph Smith. Coloro che sono membri da tanto tempo devono anche ricordare
che l'istruzione spirituale e l'apprendimento regolari sono necessari perché la
grazia di Dio sia sopra di loro.
Dopo quattro anni di continua obbedienza, il 22 settembre 1827 Joseph Smith
ricevette le tavole all'età di ventuno anni. Egli ricevette anche
un antico strumento che gli avrebbe consentito di tradurle, chiamato Urim
e Thummim. Usando questo sacro interprete e mediante lo Spirito Santo, Joseph
Smith iniziò a lavorare alla traduzione nel dicembre di quell'anno.16 Al
momento giusto fu affiancato da un insegnante di scuola chiamato Oliver Cowdery
che funse da scrivano.17
A ventitré anni Joseph Smith stava traducendo le tavole, quando lui
e Oliver Cowdery trovarono un passo sul battesimo per la remissione dei peccati.
Come i nuovi simpatizzanti, volevano saperne di più. Joseph Smith
sapeva cosa fare.
Il 15 maggio 1829 i due uomini andarono nei boschi per informarsi presso
il Signore. Mentre pregavano, Giovanni Battista apparve «in una nuvola
di luce».18 Si trattava della stessa persona che aveva battezzato
il Salvatore in vita. Egli deteneva le chiavi del sacerdozio necessarie a
celebrare quell'ordinanza con l'autorità di Dio.
Mentre Joseph Smith e Oliver Cowdery erano inginocchiati dinanzi a lui,
Giovanni pose le mani sul loro capo e conferì loro il Sacerdozio di
Aaronne.19 Da quel momento in poi, essi possedevano l'autorità di
battezzare e conferire quel sacerdozio
ad altri.
Oggi, tutti coloro che vogliono sapere se devono farsi battezzare sono invitati
a seguire l'esempio di Joseph Smith e Oliver Cowdery e di pregare. Tutti
coloro che sono preparati e degni per il battesimo possono riceverlo tramite
coloro a cui l'autorità è stata trasmessa in questa dispensazione
dalle mani di Giovanni Battista.
Alla fine di maggio o agli inizi di giugno 1829, il Sacerdozio di Melchisedec,
o sacerdozio superiore, fu conferito a Joseph Smith e Oliver Cowdery dagli
apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni.
Anche la traduzione del Libro di Mormon fu completata in giugno e il libro
fu pubblicato meno di un anno dopo, il 26 marzo 1830.
Dodici giorni più tardi, il 6 aprile, la Chiesa fu formalmente organizzata
nella casa di Peter Whitmer Sen., a Fayette, nello Stato di New York. Come
profetizzato da Paolo, l'antica chiesa di Cristo fu nuovamente stabilita
sulla terra.20
L'opera della Restaurazione tuttavia non era finita. Come nei tempi antichi,
i membri della Chiesa furono istruiti di costruire un tempio, che fu dedicato
a Kirtland, Ohio, il 27 marzo 1836. Una settimana dopo, il 3 aprile, vi si
tenne una riunione. Dopo una preghiera solenne e silenziosa, Joseph Smith
e Oliver Cowdery videro il Signore Gesù Cristo in piedi dinanzi a
loro. Colui che aveva detto: «Le volpi hanno delle tane e gli uccelli...
dei nidi, ma il Figliuol dell'uomo non ha dove posare il capo»,21 era
andato nella Sua santa casa. Anche Mosè, Elias ed Elia apparvero in
quel luogo e conferirono le chiavi del regno, le ordinanze di salvezza, a
Joseph Smith.22
Fratelli e sorelle, riusciamo a vedere il modello? Tutti gli eventi principali
della Restaurazione—la Prima Visione, l'apparizione di Moroni e la
venuta alla luce del Libro di Mormon, la restaurazione del sacerdozio e l'apparizione
di Gesù Cristo dopo la dedicazione del Suo santo tempio—furono
preceduti dalla preghiera.
Da allora sono stati dedicati 116 templi. Io ho preso parte a un certo numero
di queste riunioni sacre. Sono state offerte delle preghiere dedicatorie.
Lo Spirito Santo è stato presente in abbondanza. In questi casi, come
in molti altri, ho sentito un'innegabile testimonianza dello Spirito di Dio,
come un fuoco che ardeva nel mio cuore, che il vangelo restaurato è vero.
E come ho fatto a sapere queste cose? Nefi ci dà un chiaro e possente
racconto di questo processo, che include: desiderare, credere, avere fede,
ponderare e poi seguire lo Spirito. Ascoltiamolo come narrato da Nefi: «Poiché avvenne
che dopo che ebbi desiderato di conoscere le cose che mio padre aveva
visto [in una visione dell'albero della vita], credendo che il
Signore fosse in grado di farmele conoscere, mentre sedevo meditando nel
mio cuore, fui rapito nello Spirito del Signore, sì... lo
Spirito mi [parlò]».23
Una volta che riceviamo una testimonianza dello Spirito, essa viene rafforzata
mediante lo studio, la preghiera e l'osservanza del Vangelo. La nostra crescente
testimonianza produce in noi una maggiore fede in Gesù Cristo e nel
Suo piano di felicità. Noi siamo motivati a pentirci e obbedire ai
comandamenti, cosa che, con un potente mutamento di cuore, porta alla nostra
conversione, la quale a sua volta ci fa ottenere il perdono divino, la guarigione,
la gioia e il desiderio di rendere agli altri la nostra testimonianza.
Potete ora chiedervi: come si avvia questo processo? Vi suggerisco di accettare
l'invito esteso da Moroni nel Libro di Mormon: «E quando riceverete
queste cose, vorrei esortarvi a domandare a Dio, Padre Eterno, nel nome di
Cristo, se queste cose non sono vere; e se lo chiederete con cuore sincero,
con intento reale, avendo fede in Cristo, egli ve ne manifesterà la
verità mediante il potere dello Spirito Santo. E mediante il potere
dello Spirito Santo voi potrete conoscere la verità di ogni cosa».24 Per
alcuni questo accade velocemente; per altri, avviene gradualmente nel corso
degli anni.
Noi siamo in grado di ricevere questa manifestazione spirituale perché lo
Spirito Santo è «un personaggio di Spirito» che può «dimorare
in noi».25 La Sua missione è quella di testimoniare
del Padre e del Figlio, di trasmetterci la Loro volontà e di insegnarci «tutte
le cose che [dobbiamo] fare».26 Ovunque le persone possono
sentire di tanto in tanto l'influenza dello Spirito Santo nella loro vita,
tuttavia, solo coloro che sono stati battezzati e confermati possono ricevere
il dono dello Spirito Santo mediante l'imposizione delle mani da parte di
coloro che detengono l'autorità, il che rende possibile la Sua costante
compagnia.
Per conservare tale compagnia ci vuole un sincero sforzo da parte dei membri
della Chiesa. Se non obbediamo alle leggi, ai principi e alle ordinanze del
Vangelo, lo Spirito Santo si ritirerà. Non può stare con noi
se proviamo ira nel nostro cuore, litighiamo con il nostro coniuge o critichiamo
gli unti del Signore. Se ne va ogni qualvolta siamo ribelli, immorali, quando
ci vestiamo o agiamo in modo immodesto, quando siamo impuri o profani nella
mente o nel corpo, quando siamo indolenti nelle chiamate e doveri del sacerdozio
o quando commettiamo altri peccati, poiché «lo Spirito del Signore
non dimora in templi impuri».27
Pertanto dobbiamo continuamente pentirci, prendere il sacramento, essere
degni di detenere una raccomandazione per il tempio e servire il Signore «con
tutto il cuore, facoltà, mente e forza».28
Quando lo Spirito Santo dimora in noi, proviamo amore per Dio e per tutti
i Suoi figli. Questo amore caccia via la paura e ci riempie del desiderio
di aprire la bocca. Non c'è dono più grande che possiamo fare
agli altri del portare la nostra testimonianza. Non c'è gioia più grande
che possiamo provare se non nel portare anche una sola anima a Cristo.29 Non
c'è modo migliore per rafforzare la nostra testimonianza che condividere
la nostra testimonianza di Lui con il mondo. Nel farlo, la nostra famiglia
verrà rafforzata. Nel nostro rione, palo e comunità regnerà la
pace e l'amore e alla fine la terra sarà pronta per la seconda venuta
del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo.
Io so che il vangelo restaurato di Gesù Cristo è vero. So
che la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni è la
Sua chiesa sulla terra. So che Joseph Smith è un profeta di Dio e
che Gordon B. Hinckley è il suo successore, il profeta e presidente
della Chiesa oggi.
Vi esorto e prego per voi affinché se non sapete queste cose da voi
stessi, seguiate l'esempio di Joseph Smith e il modello della Restaurazione:
rivolgetevi alle Scritture, inginocchiatevi in preghiera, chiedete con fede
e ascoltate lo Spirito Santo. Rendetevi conto che il Padre celeste conosce
il vostro nome e le vostre necessità proprio come conosceva quelle
di Joseph Smith. Vivete il Vangelo con pazienza e perseveranza. E nel nome
di Gesù Cristo io vi prometto: «Se... chiederete [al Padre
celeste] con fede, credendo che riceverete, obbedendo diligentemente ai...
comandamenti [del Signore], queste cose vi saranno certamente rese note».30
Gesù Cristo vive. Questa è la Sua opera. Di questo porto la
mia speciale testimonianza, nel nome di Gesù Cristo. Amen.
NOTE
1. Joseph Smith—Storia 1:6.
2. 2 Tessalonicesi
2:3.
3. Efesini 1:10.
4. Joseph Smith—Storia 1:10.
5. Giacomo 1:5; vedere Joseph Smith—Storia
1:11.
6. Joseph Smith—Storia 1:16-17.
7. Joseph Smith—Storia 1:29.
8. Joseph Smith—Storia 1:29.
9. Joseph Smith—Storia 1:30.
10. Joseph Smith—Storia 1:31.
11. Joseph Smith—Storia 1:33.
12. Vedere Joseph Smith—Storia
1:52-53.
13. Joseph Smith—Storia 1:54.
14. Luca 2:52.
15. Luca 2:40.
16. Vedere Joseph Smith—Storia
1:59, 62.
17. Vedere Joseph Smith—Storia 1:66-67.
18. Joseph Smith—Storia
1:68.
19. Vedere DeA 13; Joseph Smith—Storia 1:68-69.
20. Vedere Efesini
1:10.
21. Matteo 8:20.
22. Vedere DeA 110.
23. 1 Nefi 11:1-2; corsivo dell'autore.
24. Moroni 10:4-5.
25. DeA 130:22.
26. 2 Nefi 32:5.
27. Helaman 4:24.
28. DeA 4:2.
29. Vedere DeA 18:15.
30. 1 Nefi 15:11.