Una riserva d’acqua viva
Anziano David A. Bednar
Membro del Quorum dei Dodici Apostoli
Riunione al caminetto del CES per i Giovani Adulti 4 febbraio 2007 • Brigham Young University
Sorella Bednar e io siamo lieti di incontrarvi stasera. Durante i nostri viaggi apprezziamo particolarmente queste occasioni di riunione per imparare da giovani fedeli come voi. Stasera invoco l’assistenza dello Spirito Santo mentre siamo qui riuniti e cerchiamo insieme di essere istruiti dall’alto (vedere DeA 43:16).
Vorrei cominciare con una semplice domanda: qual è la sostanza o la merce più preziosa del mondo? Potremmo inizialmente pensare che l’oro, il petrolio o i diamanti siano le cose più preziose. Ma tra tutti i minerali, metalli, gemme e solventi che si trovano sulla terra, la cosa più preziosa è l’acqua.
La vita ha origine dall’acqua. La vita è sostenuta dall’acqua. L’acqua è il mezzo con cui è possibile esplicare le varie funzioni associate a ogni forma di vita conosciuta. Il nostro corpo è composto d’acqua per circa due terzi. Se è possibile sopravvivere per molti giorni e anche settimane senza cibo, una persona di solito muore in soli tre o quattro giorni, senz’acqua. La maggior parte dei più grandi centri abitati sono situati presso fonti d’acqua. Per dirla semplicemente, la vita non potrebbe esistere senza la disponibilità e l’accesso a adeguate riserve di acqua pulita.
L’acqua viva
Considerando il ruolo vitale dell’acqua nel sostenere ogni forma di vita, l’uso da parte del Salvatore del termine «acqua viva» è altamente significativo. Come descritto nel quarto capitolo di Giovanni, Gesù e i Suoi discepoli passarono attraverso la Samaria durante il loro viaggio dalla Giudea alla Galilea. Nella città di Sichar si fermarono presso il pozzo di Giacobbe.
«Una donna samaritana venne ad attinger l’acqua. Gesù le disse: Dammi da bere.
(Giacché i suoi discepoli erano andati in città a comprar da mangiare).
Onde la donna samaritana gli disse: Come mai tu che sei giudeo chiedi da bere a me che sono una donna samaritana? Infatti i Giudei non hanno relazioni co’ Samaritani.
Gesù rispose e le disse: Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è che ti dice: Dammi da bere, tu stessa gliene avresti chiesto, ed egli t’avrebbe dato dell’acqua viva.
La donna gli disse: Signore, tu non hai nulla per attingere, e il pozzo è profondo; donde hai dunque cotest’acqua viva?...
Gesù rispose e le disse: Chiunque beve di quest’acqua avrà sete di nuovo;
ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l’acqua che io gli darò, diventerà in lui una fonte d’acqua che scaturisce in vita eterna» (Giovanni 4:7–11, 13–14).
L’acqua viva di cui si parla in questo episodio è una rappresentazione del Signore Gesù Cristo e del Suo vangelo; e come l’acqua è necessaria per la vita fisica, così il Salvatore e le Sue dottrine, i Suoi principi e le Sue ordinanze sono essenziali per la vita eterna. Voi e io abbiamo bisogno della Sua acqua viva ogni giorno, e in grande quantità, per sostenere la nostra crescita e il nostro sviluppo spirituale.
Le Scritture sono una riserva d’acqua viva
Le Scritture contengono le parole di Cristo e sono una riserva d’acqua viva a cui abbiamo pieno accesso e da cui possiamo bere a lungo e profondamente. Voi e io dobbiamo cercare di tornare a Cristo, che è «la sorgente di acque vive» (1 Nefi 11:25; vedere anche Ether 8:26, 12:28), leggendo (vedere Mosia 1:5), studiando (vedere DeA 26:1), investigando (vedere Giovanni 5:39; Alma 17:2) e nutrendoci abbondantemente (vedere 2 Nefi 32:3) delle parole di Cristo così come contenute nelle Scritture. Così facendo, possiamo ricevere guida spirituale e protezione durante il nostro viaggio terreno.
La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni ha il sacro compito di preservare le rivelazioni scritte nella loro purezza e di tenere al sicuro (vedere DeA 42:56) questa riserva preziosa d’acqua viva. Un monumentale lavoro è stato compiuto dalla Chiesa negli anni ‘70 e ‘80 e il risultato è l’edizione delle Scritture che abbiamo oggi, con le estese note a fondo pagina, i riferimenti incrociati, gli ausili per lo studio, le mappe e le informazioni.
Quando le Scritture così aggiornate vennero presentate ai membri della Chiesa nei primi anni ‘80, l’anziano Boyd K. Packer profetizzò:
«Con il passare degli anni queste Scritture daranno vita a successive generazioni di cristiani fedeli che conoscono il Signore Gesù Cristo e sono disposti a obbedire alla Sua volontà.
La vecchia generazione è cresciuta senza poter disporre di quest’opera, ma vi è un’altra generazione che sta crescendo» (Conference Report, ottobre 1982, 75; oppure La Stella, aprile 1983, 112).
Sono passati ventiquattro anni da quando l’anziano Packer pronunciò queste parole. E la generazione a cui si riferiva è seduta stasera negli edifici della Chiesa in tutto il mondo! Stava parlando di voi, e stava parlando di me. La grande maggioranza di voi conosce le Scritture solo come le abbiamo oggi. Ricordatevelo, mentre io continuo con le parole dell’anziano Packer.
«Le rivelazioni saranno messe a loro disposizione come mai è avvenuto prima nella storia del mondo. Nelle loro mani si trovano ora i legni di Giuseppe e di Giuda. Essi acquisiranno una conoscenza del Vangelo superiore a quella che era possibile raggiungere ai loro padri. Essi possederanno la testimonianza che Gesù è il Cristo e saranno molto competenti nel proclamare il Suo nome e nel difenderlo» (Conference Report, ottobre 1982, 75; oppure La Stella, aprile 1983, 112).
Non solo noi siamo benedetti nell’avere queste Scritture così facilmente reperibili oggi, ma abbiamo anche la responsabilità di usarle in modo costante ed efficace e di bere profondamente dalle riserve d’acqua viva. Sono convinto che questa generazione di giovani sia più immersa nelle Scritture, più profondamente avvezza alle parole dei profeti, e più disposta a rivolgersi alle rivelazioni per ricevere risposte di ogni altra precedente generazione. Ma abbiamo ancora una lunga strada da percorrere sul sentiero stretto e angusto: c’è ancora molto da imparare, da applicare e da cui trarre esperienza.
Ottenere l’acqua viva dalla riserva scritturale
Ora vorrei rivedere con voi i tre metodi fondamentali per ottenere l’acqua viva dalla riserva scritturale: (1) leggere le Scritture dall’inizio alla fine, (2) studiare le Scritture per argomento, e (3) investigare le Scritture per trovare collegamenti, percorsi e temi. Ognuno di questi approcci può aiutarci a soddisfare la nostra sete spirituale se richiediamo la compagnia e l’assistenza dello Spirito Santo mentre leggiamo, studiamo e investighiamo.
Leggere un libro di Scritture dall’inizio alla fine dà modo al flusso d’acqua viva di cominciare a scorrere nella nostra vita, facendoci conoscere storie importanti, dottrine evangeliche e principi senza tempo. Questo approccio ci dà inoltre modo di conoscere i personaggi principali delle Scritture e le sequenze temporali e il contesto degli eventi e degli insegnamenti. Leggere la parola scritta in questo modo ci dà l’idea dell’ampiezza di un volume di Scritture. Questo è il primo e il più importante modo di ottenere l’acqua viva.
Solitamente poi segue lo studio per argomento, perché nasce e si sviluppa dal leggere le Scritture dall’inizio alla fine. Per esempio, mentre leggiamo il Libro di Mormon possiamo identificare e provare a cercare risposte riguardanti importanti domande dottrinali e pratiche come ad esempio:
- • Che cos’è la fede nel Salvatore?
- • Perché la fede in Gesù Cristo è il primo principio del Vangelo?
- • Come e perché la fede nel Redentore ci porta al pentimento?
- • Come può l’Espiazione rafforzarmi nella mia vita quotidiana, aiutandomi a fare cose che non potrei mai realizzare con le mie limitate capacità e le mie sole forze?
Concentrandoci su tali questioni e studiando per argomento, usando la Guida alle Scritture, sarà per noi possibile scavare ed esplorare a fondo le Scritture e ottenere una più ricca conoscenza spirituale. Questo approccio aumenta la portata del flusso dell’acqua viva nella nostra vita.
La lettura dall’inizio alla fine e lo studio per argomento sono prerequisiti per il terzo metodo fondamentale per ottenere l’acqua viva dalla riserva scritturale. Se leggere le Scritture dall’inizio alla fine ci procura una conoscenza generale, studiare per argomento aumenta la profondità del nostro sapere. Investigare le rivelazioni per trovare collegamenti, percorsi e temi è un metodo che parte dalla nostra conoscenza spirituale e la fa crescere, unendo ed espandendo i primi due metodi; allarga la nostra prospettiva e la nostra capacità di comprendere il piano di salvezza.
A mio parere, investigare diligentemente per scoprire collegamenti, percorsi e temi è in parte ciò che significa «nutrirsi abbondantemente» delle parole di Cristo. Questo approccio può aprire le dighe della riserva spirituale, illuminare la nostra capacità di comprendere attraverso il Suo Spirito, e far nascere una profonda gratitudine per le Scritture e un grado di impegno spirituale che non può essere ricevuto in altro modo. Tale maniera di scrutare le Scritture ci dà modo di costruire le nostre fondamenta sopra la roccia del nostro Salvatore e di contrapporci ai venti di malvagità di questi ultimi giorni.
Vorrei enfatizzare un punto essenziale. Potreste inizialmente pensare che una persona debba avere un alto livello culturale per usare i metodi descritti. Questo semplicemente non è vero. Ogni ricercatore onesto della verità, senza distinzione di livello culturale, può impiegare con successo questi tre semplici metodi. Voi e io non abbiamo bisogno di ausili sofisticati per lo studio e non ci appoggiamo sulla conoscenza spirituale degli altri. Dobbiamo semplicemente avere un sincero desiderio di imparare, la compagnia dello Spirito Santo, le Scritture e una mente attiva e curiosa.
Il profeta Joseph Smith ci ha insegnato: «Investigate le Scritture—investigate le rivelazioni che noi pubblichiamo, e chiedete al Padre celeste, nel nome del Figlio Suo Gesù Cristo, di manifestarvi la verità. Se lo farete con occhio diretto unicamente alla Sua gloria senza nulla dubitare, Egli vi risponderà per il potere del Suo Santo Spirito. Allora saprete da voi e non da altri; voi non dipenderete allora dall’uomo per la conoscenza di Dio» (History of the Church, 1:282).
Se chiederemo, cercheremo e busseremo (vedere Matteo 7:7), sempre mantenendoci degni di imparare dallo Spirito, allora le dighe della riserva spirituale si apriranno per noi e l’acqua viva scorrerà. Attesto e vi prometto che ciò è vero.
Lasciate che vi spieghi brevemente e vi fornisca esempi di ciò che intendo per collegamenti, percorsi e temi.
Collegamenti
Un collegamento è una relazione o un concatenamento di idee, persone, cose o eventi, e le Scritture sono piene di collegamenti. Considerate il rapporto che c’è tra il Padre eterno e Suo Figlio Gesù Cristo (vedere Mosia 15:1–9), tra la misericordia e la grazia (vedere 2 Nefi 9:8); tra l’innocenza delle mani e la purezza di cuore (vedere Salmi 24:4); tra un cuore spezzato e uno spirito contrito (vedere 2 Nefi 9:20); tra il grano e la zizzania (vedere DeA 101:65); tra la conoscenza e l’intelligenza (vedere DeA 130:18–19); tra la giustificazione e la santificazione (vedere DeA 20:30–31); tra le pecore e i capri (vedere Matteo 25:32–33); tra immortalità e vita eterna (vedere Mosè 1:39); e molto altro ancora. Identificare, imparare e ponderare devotamente questi collegamenti—similitudini e differenze, per esempio—è una fonte primaria d’acqua viva e contiene visioni ispirate e tesori di conoscenza nascosta.
Leggendo ognuna delle opere canoniche dall’inizio alla fine, e studiando i diversi argomenti, ho notato che la parola comprensione è comunemente usata in relazione alla parola cuore. Due versetti nel Libro di Mormon illustrano questo collegamento:
«Voi non avete applicato il cuore alla comprensione; perciò non siete stati saggi» (Mosia 12:27; corsivo dell’autore).
«E la moltitudine udì e ne rende testimonianza; e i loro cuori si aprirono ed essi compresero nel loro cuore le parole ch’egli disse in preghiera» (3 Nefi 19:33; corsivo dell’autore).
Trovo molto interessante, in questi e molti altri versetti, che la comprensione sia legata in primo luogo al cuore. Notate che non ci è esplicitamente consigliato di applicare la nostra mente alla comprensione. Ovviamente, dobbiamo usare la nostra mente e la nostra razionale capacità di ricercare e valutare le informazioni per arrivare a conclusioni e giudizi appropriati. Ma forse le Scritture ci stanno suggerendo che la logica e il «braccio di carne» (DeA 1:19) non sono sufficienti per arrivare alla vera comprensione. Per cui la comprensione, nel modo in cui questa parola è usata nelle Scritture, non si riferisce solamente o principalmente a una comprensione intellettuale o cognitiva. Piuttosto, la comprensione avviene quando ciò che sappiamo nella nostra mente è confermato come veritiero nel nostro cuore dalla testimonianza dello Spirito Santo.
Il dono spirituale della rivelazione si manifesta di solito in forma di pensiero e sentimento sussurrati alla nostra mente e al nostro cuore dallo Spirito Santo (vedere DeA 8:2–3; 100:5–8). E come la testimonianza e la convinzione si spostano dalla nostra mente al nostro cuore, non abbiamo più solo informazioni o conoscenza, ma cominciamo a comprendere e a desiderare il possente mutamento di cuore. La comprensione, allora, è il risultato della rivelazione, è un dono spirituale, è un prerequisito per la conversione, e ci induce a vivere più costantemente in accordo con i principi che stiamo imparando.
Questa rivelazione a proposito della relazione tra il cuore e la comprensione ha grandemente influenzato il mio approccio allo studio e comprensione del Vangelo; ha avuto un impatto positivo sulla maniera in cui sorella Bednar e io insegniamo ai nostri figli e nipoti, e ha influenzato il mio utilizzo del sacerdozio.
Modelli
Un modello è un piano o uno standard che può essere usato come una guida quando facciamo ripetitivamente qualcosa; e le Scritture sono piene di modelli spirituali. Di solito, un modello scritturale è più vasto e comprende più cose rispetto a un collegamento. In Dottrina e Alleanze troviamo modelli per predicare il vangelo (vedere DeA 50:13–29), per evitare gli inganni (vedere DeA 52:14,18–19), per costruire i templi (vedere DeA 115:14–16), per costruire città (vedere DeA 94), per organizzare i quorum del sacerdozio (vedere DeA 107:85–100) e i sommi consigli (vedere DeA 102:12), e per una varietà di altri scopi. Identificare e studiare i modelli scritturali è un’altra importante fonte d’acqua viva e ci aiuta ad avvicinarci e a familiarizzare con la saggezza e la mente del Signore (vedere DeA 95:13).
Sia durante la lettura dall’inizio alla fine, sia nello studio per argomento di Dottrina e Alleanze, sono rimasto colpito da un modello che è evidente in molte risposte del Signore alle domande riguardo i missionari. In varie occasioni nel 1831, diversi gruppi di anziani che erano stati chiamati a predicare il Vangelo desideravano sapere come procedere e per quale via e con quale mezzo dovessero viaggiare. Nelle rivelazioni date tramite il profeta Joseph Smith, il Signore ha rispettivamente consigliato a questi fratelli di viaggiare via acqua o via terra (vedere DeA 61:22), che potevano costruire o acquistare i veicoli necessari (vedere DeA 60:5), che potevano viaggiare tutti insieme o a due a due (vedere DeA 62:5) e che potevano viaggiare senza problemi in varie differenti direzioni (vedere DeA 80:3). Le rivelazioni istruivano specificamente i fratelli di prendere queste decisioni «come vi parrà bene» (DeA 60:5; vedere 62:5) o «come è dato loro conoscere in base al loro giudizio» (DeA 61:22). E in ognuno
di questi esempi, il Salvatore dichiarò: «Non mi importa» (vedere DeA 60:5, 61:22, 62:5, 63:40; vedere anche 80:3).
La dichiarazione del Signore che tali cose «non [Gli] importa[no]» inizialmente può sembrare sorprendente. Chiaramente, il Salvatore non stava dicendo a questi missionari che non Gli importava cosa stessero facendo. Piuttosto, Egli voleva enfatizzare l’importanza di dare la priorità alle cose più importanti e di concentrarsi sulle cose giuste—che, in questi esempi, erano arrivare al campo di missione assegnato e cominciare il lavoro. Essi dovevano esercitare la fede, usare un giusto metro di giudizio, agire in accordo con i suggerimenti dello Spirito, e decidere il modo migliore di viaggiare durante la loro missione. La cosa essenziale era il lavoro che erano stati chiamati a svolgere; come ci arrivavano era importante ma non essenziale.
Che modello eccezionale per me e per voi da applicare nella nostra vita. Gesù Cristo ci conosce e ci ama individualmente. Egli si preoccupa del nostro sviluppo spirituale e del nostro progresso, e ci incoraggia a crescere grazie all’esercizio di un giudizio ispirato, retto e saggio. Il Redentore non ci lascerà mai soli. Dovremmo pregare sempre per avere la Sua guida. Dovremmo sempre ricercare la costante compagnia dello Spirito Santo. Ma non dovremmo essere spaventati o scoraggiati se le risposte alle nostre richieste di ottenere una guida o un aiuto non giungono immediatamente. Tali risposte raramente arrivano subito. Il nostro progresso verrebbe ostacolato e il nostro giudizio rimarrebbe indebolito se ogni risposta ci fosse data immediatamente e senza aver pagato il prezzo della fede, del lavoro, dello studio e della perseveranza.
Il modello che vi sto descrivendo è succintamente illustrato nelle seguenti istruzioni date a quei primi missionari:
«Io, il Signore, consento, se qualcuno fra voi desidera viaggiare su cavalli o muli, o su carri, che riceva questa benedizione, se la accetta dalla mano del Signore, con cuore grato in ogni cosa.
Spetta a voi fare queste cose, secondo il vostro giudizio e le indicazioni dello Spirito.
Ecco, il regno è vostro. Ed ecco, sì, io sarò sempre con chi è fedele. Così sia. Amen» (DeA 62:7–9; corsivo dell’autore).
Gli argomenti principali di questa rivelazione non sono i cavalli, i muli o i carri; piuttosto sono gratitudine, giudizio e fedeltà. Vi prego di notare gli elementi fondamentali di questo modello: (1) un cuore grato in ogni cosa; (2) agire secondo il giudizio e le indicazioni dello Spirito; e (3) il Salvatore è sempre con chi è fedele. Cominciamo a sentire la guida e la rassicurazione, il rinnovamento e la forza che possono venire da questo semplice modello per avere un giudizio ispirato e retto? I modelli scritturali sono veramente una fonte preziosa d’acqua viva.
Le decisioni più difficili raramente sono scegliere tra il bene o il male o tra alternative attraenti o meno. Di solito, molte delle nostre scelte più dure sono decidere tra il bene e il bene. In questo episodio delle Scritture, viaggiare a cavallo, a dorso di mulo o su carri potevano essere tutte opzioni egualmente efficaci per i viaggi dei missionari. Nello stesso modo, noi potremmo ricordare come varie volte nella nostra vita avremmo potuto scegliere di seguire più di una opportunità od opzione accettabile. Dovremmo ricordarci di questo modello scritturale quando ci apprestiamo a prendere tali importanti decisioni. Se mettiamo al primo posto le cose essenziali—cose come una devota appartenenza alla Chiesa, onorare le alleanze e obbedire ai comandamenti—allora saremo benedetti con l’ispirazione e una saggia capacità di giudizio mentre continuiamo sul percorso che ci riporta alla nostra casa celeste. Se mettiamo prima le cose essenziali, noi «non potre[mo] sbagliare» (DeA 80:3).
Temi
I temi sono qualità o idee dominanti, ricorrenti e unificanti, come fili essenziali intessuti in un testo. Generalmente, i temi scritturali sono più vasti e comprendono più cose rispetto ai modelli o ai collegamenti. In effetti, i temi forniscono la base e il contesto per comprendere i collegamenti e i modelli. Il processo di ricercare e identificare i temi scritturali ci porta alle dottrine fondamentali e ai principi di salvezza, alle verità eterne che invitano lo Spirito Santo a rendere testimonianza (vedere 1 Giovanni 5:6). Questo approccio usato per ottenere l’acqua viva dalla riserva scritturale è il più impegnativo e rigoroso; porta però alla più alta edificazione e al ristoro spirituale. E le Scritture sono ricolme di temi spirituali.
Per esempio, il Libro di Mormon è apparso in questa dispensazione per «convincere i Giudei e i Gentili che Gesù è il Cristo, l’Eterno Iddio, che si manifesta a tutte le nazioni» (Frontespizio del Libro di Mormon). Il tema centrale e ricorrente del Libro di Mormon è l’invito a tutti a «veni[re] a Cristo, e [essere] perfetti in Lui» (Moroni 10:32). Gli insegnamenti, gli avvertimenti, gli ammonimenti e gli episodi narrati in questo rimarchevole libro di Scritture si concentrano tutti su Gesù Cristo e testimoniano che Egli è il nostro Redentore e Salvatore.
Permettetemi di farvi alcuni altri esempi di temi importanti usando versetti presi dal Libro di Mormon:
«Se... i figlioli degli uomini obbediscono ai comandamenti di Dio, egli li nutre e li fortifica, e provvede i mezzi tramite i quali essi possano compiere ciò che egli ha loro comandato» (1 Nefi 17:3).
«Dovete spingervi innanzi con costanza in Cristo» (2 Nefi 31:20).
«Gli uomini sono affinché possano provare gioia» (2 Nefi 2:25).
«Nella forza del Signore tu puoi fare ogni cosa» (Alma 20:4).
«La malvagità non fu mai felicità» (Alma 41:10).
Se mi promettete di non ridere, vi dirò uno dei semplici modi che uso per trovare temi scritturali. Non vi propongo o non vi raccomando di usare lo stesso approccio; le persone usano mezzi diversi con eguale efficacia. Voglio semplicemente descrivervi un processo che funziona bene per me.
Preparando un recente discorso assegnatomi, sono stato ispirato a parlare dello spirito e dello scopo del raduno di Israele. Stavo studiando e meditando il recente discorso della conferenza tenuto dall’anziano Russell M. Nelson sul principio del raduno (vedere Conference Report, settembre–ottobre 2006, 83–87; oppure Liahona, novembre 2006, 79–82), e l’argomento era perfetto per la natura e lo scopo del mio compito (vedere The Spirit and Purposes of Gathering [discorso tenuto alla BYU–Idaho il 31 ottobre 2006]).
Mi sono reso conto di avere molto da imparare dalle Scritture a proposito del raduno. Così ho ricercato e copiato tutti i versetti nelle opere canoniche che includessero ogni forma della parola raduno. Poi ho letto ogni versetto alla ricerca di collegamenti, modelli e temi. È importante notare che non ho cominciato la lettura cercando qualcosa stabilito in precedenza. Ho pregato per avere l’assistenza dello Spirito Santo e ho semplicemente cominciato a leggere.
Mentre riguardavo i versetti sul raduno, ho segnato quelli che contenevano frasi simili o punti di enfasi usando una matita colorata. Quando ho terminato di leggere tutti i passi scritturali, alcuni dei versetti erano segnati in rosso, altri in verde, e il resto in altri colori.
Ora viene la parte che potrebbe farvi ridere. A questo punto ho usato le forbici per tagliare i versetti che avevo copiato e li ho divisi per colore. Il procedimento ha prodotto una grande pila di versetti segnati in rosso, una di versetti segnati in verde, e così via. Poi ho cominciato a dividere i versetti di ogni grande pila in pile più piccole. Evidentemente, in prima elementare mi piaceva molto tagliare con le forbici e ammucchiare le cose in pile!
Il risultato di questo processo mi ha insegnato molto sul principio del raduno. Per esempio, ho imparato, esaminando le mie pile più consistenti, che le Scritture descrivono almeno tre aspetti chiave del raduno: lo scopo del raduno, i tipi e i luoghi di raduno, e le benedizioni del raduno.
Ho notato che alcuni degli scopi principali del raduno sono per adorare (vedere Mosia 18:25), per ricevere consigli e istruzioni (vedere Mosia 18:7), per edificare la Chiesa (vedere DeA 101:63–64), e per procurarsi difesa e protezione (vedere DeA 115:6). Studiando i tipi e i luoghi di raduno, ho scoperto che noi siamo radunati in famiglie eterne (vedere Mosia 2:5), nella Chiesa restaurata (vedere DeA 101:64–65), nei pali di Sion (vedere DeA 109:59), nei sacri templi (vedere Alma 26:5–6), e in due grandi centri: l’antica Gerusalemme (vedere Ether 13:11) e la città di Sion o Nuova Gerusalemme (vedere DeA 42:9; Articoli di Fede 1:10). Sono molto grato di aver scoperto che edificazione (vedere Efesini 4:12-13), preservazione (vedere Mosè 7:61) e forza (vedere DeA 82:14) sono alcune delle benedizioni del raduno.
Tramite questo processo ho ottenuto un più profondo apprezzamento per lo spirito del raduno come parte integrante della restaurazione di tutte le cose nella dispensazione della pienezza dei tempi. Non vi ruberò altro tempo ora per raccontarvi delle altre cose che ho scoperto sul raduno; il mio scopo qui è di illustrare brevemente un modo di ricercare i temi scritturali.
Le benedizioni che possiamo ricevere
Le benedizioni di conoscenza, comprensione, rivelazione ed euforia spirituale che possiamo ricevere mentre leggiamo, studiamo e investighiamo le Scritture sono meravigliose. «Nutr[irsi] abbondantemente delle parole di Cristo» (2 Nefi 31:20) è edificante, eccitante e gradevole. La parola è buona, «poiché comincia a dilatare la mia anima; sì, comincia a illuminare il mio intelletto, sì, comincia a essermi deliziosa» (Alma 32:28). «Ecco, esse sono scritte, le avete dinanzi a voi, dunque scrutatele» (3 Nefi 20:11), ed essa «diventerà in [voi] una fonte d’acqua che scaturisce in vita eterna» (Giovanni 4:14).
Nel mio personale percorso di lettura, studio e investigazione durante un lungo periodo di tempo, mi sono concentrato molte volte sulla dottrina dell’espiazione di Gesù Cristo. Nessun evento, conoscenza o influenza ha avuto un maggior impatto su di me durante i miei 54 anni di vita che leggere ripetutamente, studiare profondamente e ricercare collegamenti, percorsi e temi collegati alla dottrina dell’Espiazione. Questa fondamentale dottrina di salvezza si è col tempo gradatamente distillata sulla mia anima come la rugiada del cielo; ha influenzato i miei pensieri, le mie parole e le mie azioni (vedere Mosia 4:30); ed è letteralmente divenuta per me una sorgente d’acqua viva.
La visione di Lehi
L’importanza di leggere, studiare e investigare le Scritture è evidenziata in diversi elementi della visione di Lehi dell’albero della vita.
Padre Lehi vide diversi gruppi di persone incamminarsi lungo il sentiero stretto e angusto per arrivare all’albero e ai suoi frutti. I membri di ciascun gruppo si erano incamminati sul sentiero attraverso la porta del pentimento e del battesimo mediante l’acqua e avevano ricevuto il dono dello Spirito Santo (vedere 2 Nefi 31:17–20). L’albero della vita è il protagonista della visione ed è identificato in 1 Nefi 11 come una rappresentazione di Gesù Cristo. Il frutto sull’albero è un simbolo delle benedizioni dell’espiazione del Salvatore. È interessante notare che il tema principale del Libro di Mormon, invitare tutti a venire a Cristo, è fondamentale nella visione di Lehi. Particolarmente interessante è la verga di ferro che conduce all’albero (vedere 1 Nefi 8:19). La verga di ferro è la parola di Dio.
In 1 Nefi 8, versetti da 21 a 23, apprendiamo di un gruppo di persone che si incamminò sul sentiero che conduceva all’albero della vita. Tuttavia, quando queste persone incontrarono la bruma tenebrosa, che rappresenta le tentazioni del diavolo (vedere 1 Nefi 12:17), essi non trovarono più la via, si smarrirono e si persero.
È importante notare che non viene fatta menzione della verga di ferro in questi versetti. Coloro che ignorano o trattano con superficialità la parola di Dio non hanno accesso a quella bussola divina che ci guida verso il Salvatore. Considerate che questo gruppo aveva trovato il sentiero e ci si era incamminato, dando prova di una certa fede in Cristo e di una convinzione spirituale, ma fu sviato dalle tentazioni del diavolo e si perse.
Nei versetti da 24 a 28 del capitolo 8 leggiamo di un secondo gruppo di persone che si era incamminato sul sentiero stretto e angusto che conduceva all’albero della vita. Questo gruppo si spinse innanzi attraverso la bruma tenebrosa tenendosi stretto alla verga di ferro, finché non giunse all’albero e ne mangiò il frutto. Tuttavia, quando questo secondo gruppo di persone venne sbeffeggiato dagli occupanti dell’edificio grande e spazioso, provò vergogna e si sviò su cammini proibiti e si perse. Notate come di questo gruppo è scritto che si tenne stretto alla verga di ferro.
È significativo che il secondo gruppo si incamminasse con fede e impegno. Avevano inoltre la benedizione aggiunta della verga di ferro, ed essi ci si tenevano stretti! Tuttavia, quando messi a confronto con persecuzioni e avversità, si sviarono su cammini proibiti e si persero. Anche con la fede, l’impegno e la parola di Dio, questo gruppo si perse, forse perchè solo periodicamente leggevano o studiavano o investigavano le Scritture. Tenersi stretti alla verga di ferro mi fa pensare a occasionali «volate» di studio o un irregolare bagnarsi piuttosto che una costante, continua immersione nella parola di Dio.
Nel versetto 30 leggiamo di un terzo gruppo di persone che si incamminò, tenendosi costantemente saldo alla verga di ferro finché giunse fuori e cadde, e mangiò del frutto dell’albero. La frase chiave di questo versetto è «tenendosi costantemente» saldi alla verga di ferro.
Anche il terzo gruppo si è incamminato con fede e convinzione; tuttavia, non c’è indicazione che essi vagassero lontano, si sviassero su percorsi proibiti, o si perdessero. Forse questo terzo gruppo leggeva e studiava e scrutava costantemente le parole di Cristo. Forse fu il flusso costante d’acqua viva che salvò il terzo gruppo dal perire. Questo è il gruppo a cui dovremmo sforzarci di appartenere.
«Che significa la verga di ferro che vide nostro padre e che conduceva all’albero?
E io dissi loro che era la parola di Dio, e che chiunque avesse dato ascolto alla parola di Dio e vi si fosse attenuto saldamente, non sarebbe mai perito; né le tentazioni, né i dardi feroci dell’avversario avrebbero potuto sopraffarli fino ad accecarli, per trascinarli alla distruzione» (1 Nefi 15:23–24; corsivo dell’autore).
Allora, qual è la differenza tra tenersi stretto e tenersi costantemente saldo alla verga di ferro? Secondo me, tenersi costantemente saldo alla verga di ferro richiede un devoto e costante uso di tutti e tre i modi di ottenere l’acqua viva di cui abbiamo discusso stasera.
«E avvenne che io vidi che la verga di ferro che mio padre aveva visto era la parola di Dio, che conduceva alla sorgente di acque vive, ossia all’albero della vita» (1 Nefi 11:25).
Ognuno di questi metodi—leggere dall’inizio alla fine, studiare per argomento, e ricercare collegamenti, modelli e temi—è edificante, istruttivo e procura un flusso intermittente di acqua viva del Salvatore. Tuttavia, ritengo che l’uso regolare di tutti e tre i metodi produca un più costante flusso di acqua viva e che sia in buona misura ciò che significa tenersi saldo alla verga di ferro.
Durante le normali attività quotidiane, perdiamo una notevole quantità di acqua che costituisce gran parte del nostro corpo fisico. La sete è una richiesta d’acqua da parte delle cellule del corpo, e l’acqua nel nostro corpo deve essere rabboccata ogni giorno. Onestamente, non ha senso un occasionale «pieno» di acqua, con lunghi periodi di disidratazione. Lo stesso vale spiritualmente parlando. La sete spirituale è il bisogno d’acqua viva. Un flusso costante d’acqua viva è molto meglio di qualche sorso sporadico.
Stiamo leggendo, studiando e investigando le Scritture ogni giorno in una maniera che ci permetta di tenerci costantemente saldi alla verga di ferro, o ci stiamo solo tenendo stretti? Ci siamo dirigendo verso la fontana delle acque vive, affidandoci alla parola di Dio? Queste sono importanti domande che dovremmo ponderare devotamente.
A conclusione di questa serata, canteremo insieme l’inno «A Nefi un tempo Dio mostrò». Indubbiamente, questo canto dei giusti sarà una fervente e intensa preghiera (vedere DeA 25:12). Spero che avremo orecchie per intendere le lezioni che quest’inno c’insegna.
Porto testimonianza di Gesù Cristo e del potere della Sua parola e di Lui come Parola. Egli è il Figlio del Padre Eterno, e io so che Egli vive. Attesto che tenersi saldi alla verga di ferro ci condurrà alla Sua acqua viva. Quale Suo servitore, io invoco questa benedizione su di voi: che il vostro desiderio e la vostra capacità di tenervi saldi alla verga di ferro possa crescere; che la vostra fede nel Salvatore aumenti e rimpiazzi i vostri timori, e che voi possiate bere profondamente dalla riserva scritturale e possiate arrivare a conoscerLo. Ricordiamoci sempre che
Allor che il mal ci offuscherà
la chiara e retta via,
all’Acqua viva guarderem,
che vita ci darà.
(Inni, 174)
Nel sacro nome di Gesù Cristo. Amen.
© 2007 by Intellectual Reserve, Inc. Tutti i diritti riservati. Printed in the USA. Testo inglese approvato: 6/06. Approvato per la traduzione: 6/06 Traduzione di «A Reservoir of Living Water». 02153 160